Non è un forum, non è un portale o un sito è l' embrione di un progetto editoriale, un posto dove parlare delle nostre idee, dove organizzarsi per ralizzarle, e dove condividere con altri le emozioni che queste idee ci regalano.Se tutti i forum si fregiano del titolo di Bar Virtuali, questa realtà vuole essere un brutto garage in fondo al giardino, dove c'è un ferro vecchio, quattro amici e un frigo per le birre.E si parla di moto, di viaggi, di vita.E dove finisce un argomento e ne inizia un altro non è dato saperlo, chè la notte è lunga e quando la birra sarà finita arriverà il Jack-time.




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giovedì 18 ottobre 2007

_Il Basso parte II


Continuando sull’onda della mia riscoperta passione, il basso, voglio raccontarvi dell’emozione provata alla prima prova di gruppo.
Ci siamo ritrovati verso le 21:00 in una casa disabitata ma fortunatamente con l’energia elettrica (sorvoliamo sui particolari ehheheh)
Tre amici con la stessa passione riscoperta dopo decenni. Una chitarra, un Basso, una batteria…. La triade perfetta!
Dopo un’inizio un po’ imbarazzante cominciamo a prendere il ritmo, a sentirci un unico grande strumento che suona e vecchie melodie cominciano a prendere forma.
Come sempre, all’inizio si comincia con qualcosa di storico e che tutti conoscono.
Sweet Home Alabama (Lynyrd Skynyrd) – Hotel California (Eagles) – Knocking on heavens door (versione Gun’s’roses) – That Smell (Lynyrd Skynyrd). Canzoni vecchie ma con il loro fascino.
Dopo 2 ore non ce la facevo piu’. Le mie dita non sono ancora ben abituate a quei giri di basso improvvisati tra un’accordo e l’altro per personalizzare quelle canzoni.
Emozione pura. Mi sento drogato di musica… ed è tutto legale!!! ahahhaha
E mentre suonavo mi chiedevo, dov’è che ho sbagliato strada negli anni passati per aver abbandonato tutto questo ?
Non rinnego le scelte fatte tempo fa ma adesso vedo cosa mi sono perso grazie a quelle scelte.
Ho imparato ( e per fortuna non troppo tardi) a dare ascolto di piu’ al mondo, ad accettare pareri diversi dal mio, a sperimentare per farmi esperienze nuove e ad infrangere “le regole” se queste legano troppo il tuo essere.
Ecco perché ora scrivo qui “MALAVIDAS – Dove si ferma chi vive Libero!”

Alberto

venerdì 7 settembre 2007

_Il Basso







Mi piacerebbe raccontarvi un po’ di una vecchia passione che da circa 6 mesi sto riscoprendo, anzi, credo che dentro di me non se ne sia mai andata anche perché ogni qualvolta ascolto bella musica, mi ritrovo sempre ad ascoltare quei suoni all’interno della canzone che sembrano unire come per magia i vari strumenti creandone l’essenza ritmica.
Sto parlando del Basso elettrico.
Bello strumento il basso, a dire il vero è lo strumento che sento esprimere piu’ mascolinità rispetto a quelli che di solito si trovano sul palco. Non me ne abbiano i batteristi o i chitarristi ma stiamo parlando di sensazioni personali.
Manico lungo (non è un riferimento fallico sia inteso), corde grosse e frequenza dei suoni bassa lo rendono uno strumento maschio. Beh, adesso non vorrei scatenare un’ondata femminista, conosco delle bravissime Bassiste ma il discorso è riferito allo strumento in se stesso.
Torniamo al mio amico che ho trascurato per troppo tempo, come dicevo ho ricominciato a suonarlo da solo.
Quando alla sera, tornato dal lavoro stanco e stressato (come non si fa ad essere stressato nel mondo di oggi?? Boh?!? ) mi metto le cuffie, accendo il basso e premo play sul lettore cd con le basi musicali, d’incanto vengo catapultato in un posto a dir poco affascinante.
Chiudo gli occhi e già vedo quelle luci soffuse giallastre, il fumo denso nel locale e quel brusio quasi impercettibile che si sente in una chiesa prima della messa. Mi sembra già di riconoscere una sagoma nell’angolo in fondo, sta riempiendo un bicchiere, non riesco a leggere la marca ma dall’inconfondibile sagoma della bottiglia posso dire che è Jack. Quello è Mario.
Mi sembra di sentire anche un rumore basso e cupo arrivare da fuori, piu’ o meno fa così “potato-potato-potato) sembra un vecchio Shovel, un altro compagno di poker sta per arrivare.
Sicuramente altri ne verranno ma la magia comincia.
Quattro accordi di chitarra mi danno l’inizio ed io subito mi attacco per legare quelle note alla batteria che timidamente fa sentire il suo charleston, faccio vibrare le corde ed il suono me lo sento passare da una parte all’altra del cuore fino a raggiungere ogni persona presente.
5 minuti ma come fossero una vita, tutto si ferma in quel momento, a guardar bene anche il fumo che sale dalle sigarette sembra disegnato in una vecchia cartolina.
Che emozione, d’altri tempi.
Non verrei che finisse mai ma…… CLACK il cd si ferma, è finito un momento magico.
Guardo l’orologio, c’è ancora tempo per la magia, prendo un altro cd e PLAY!

Alberto