Non è un forum, non è un portale o un sito è l' embrione di un progetto editoriale, un posto dove parlare delle nostre idee, dove organizzarsi per ralizzarle, e dove condividere con altri le emozioni che queste idee ci regalano.Se tutti i forum si fregiano del titolo di Bar Virtuali, questa realtà vuole essere un brutto garage in fondo al giardino, dove c'è un ferro vecchio, quattro amici e un frigo per le birre.E si parla di moto, di viaggi, di vita.E dove finisce un argomento e ne inizia un altro non è dato saperlo, chè la notte è lunga e quando la birra sarà finita arriverà il Jack-time.




venerdì 25 gennaio 2008

_Viaggio

Il viaggio più bello è stato un Barcellona-Milano di qualche anno fa.

Partenza all’alba di un giorno d’agosto, per godersi un po’ di fresco e non soffrire troppo i primi chilometri di percorso cittadino.
Due moto (la mia Springer e una Electra), 900km davanti, bel tempo e l’obiettivo di essere a Milano per ora di cena.

Dopo pochi km, in Francia, veniamo investiti da un vento fortissimo, tipico in quella zona. Velocità massima possibile 80km, con l’electra che in rettilineo è costretta a inclinarsi neanche fosse su un tornante di montagna per contrastare l’effetto-vela delle carenature.
Passato il ventaccio riprendiamo un passo decente e ci beviamo d’un fiato gran parte della costa francese. Pausa pranzo, con immancabile scambio di saluti con gli altri motociclisti fermi assieme a noi e poi via, si riparte, con l’odore della campagna, il rumore dei motori e del vento e l’aroma pungente della resina di pino che ti resta nel naso fino in liguria.

Siamo arrivati a Milano appena in tempo per dare uno strappo a mia moglie che usciva proprio allora dall’ufficio e poi via a casa. Il quadretto doveva essere piuttosto buffo, con noi due sporchi, stanchi e sudati, dopo 900km sotto il sole, e mia moglie con il completo buono e i tacchi alti.
Abbiamo anche dovuto scambiare le moto, perchè l'Electra a pieno carico e con mia moglie come passeggero era troppo pesante e io sono decisamente più robusto.
Doccia, cena e nanna. Il mattino seguente la mia Springer doveva portarmi a Firenze per lavoro, mentre l’Electra proseguiva verso sud, per tornare in Umbria.

Quello stesso viaggio l’ho rifatto un sacco di volte, ma non è mai stato così bello.
Dai papà, non la vendere la tua Electra, che a settembre andiamo a fare un giro.

_L'oceano


perdere un’amicizia con parole non dette
è come perdere un amore su un letto disfatto,
rimani in piedi stupido
con i pantaloni a legarti le caviglie
fuori posto nel mondo e nel tempo

e vorresti riavvolgere il tempo
scorrere indietro la pellicola della tua vita
risalirne la corrente fino al punto dove hai sbagliato

ma non puoi

puoi solo fare in modo
che quanto hai perso
non avveleni l’oceano
di ciò che sarà da venire.

il sole sorge tutte le mattine
là dove il mare si sposa al cielo
e di me
senefotte

mercoledì 23 gennaio 2008

_Shockterapy


Guardando in giro in questi giorni , su TV e giornali sembra che questa sia la parola più adatta a definire quanto sta accadendo .
Per chi ha letto gli scritti della Klein è una azione nota.
La politica dell’allarmismo sociale mette un popolo in uno stato di prostrazione e di sudditanza psicologica che lo porta ad accettare,anzi a desiderare quasi le azioni dure da parte di un governo , le deregulation selvagge, l’abbattimento degli ammortizzatori sociali , la politica del lassez-faire.

In genere lo shock è generato da guerre , violenze , golpe o roba del genere, ma dai tempi della famigerata scuola di Chicago si è capito che anche uno stato di crisi percepita e non reale favorisce certi l'applicazione di certi schemi .

E così ecco che ,all’improvviso, l’Italia non è più tette e lustrini, non più feste Vip e gossip ,ma munnezza per strada, emergenza sicurezza, crisi di governo , corruzione etc etc. Non più il paese del Bengodi ma la Geenna.

Tutti questi problemi sono reali,
tutti questi problemi non sono invenzioni di nessuno , questo è sicuro.
E sono problemi anche gravi , ma proprio perché gravi non sono certo nati negli ultimi 6 mesi , sono storie e deficienze che ci portiamo dietro da tanto tempo ,in alcuni casi sono ormai incancrenite nel nostro immaginario sociale.

E allora “cui prodest”?

Forse a qualcuno che vuole che il popolo italiano si convinca della necessità di nuove regole.

Invece io credo che basterebbe applicare quelle esistenti .
Basterebbe volerlo.

martedì 22 gennaio 2008

_Il percorso


il tramonto dipinto su un brutto stand
riempie di gocce di colore la folla
le spalle e volti verniciati
come clown di un pazzo lunapark

fratello
quando i tanti colori ti cadono di dosso
allora si capisce bene
il tuo

grigio è il colore dell’amicizia
grigio come un vecchio shovel
grigio come la nebbia

non vedo dove sto andando
ma ho ben presente
con chi ci andrò

spero di non perdermi
potato
potato

giovedì 17 gennaio 2008

_Dolore


il dolore
è come un gatto
lo tengo in braccio
lo carezzo e lui fa le fusa
scende lento dalla testa
come sangue denso si allarga ai fianchi
e scivola via lungo le cosce

il dolore
è come un brutto libro
ti fa compagnia la notte
scacciando i tuoi incubi
e scrivendone altri peggiori
sulle tue palpebre

il dolore
è come la paura
ti fa perdere il controllo
di te stesso

non ci si abitua mai al dolore
ci si può solo
fare un poco
amicizia

mercoledì 16 gennaio 2008

_Qui piove,ora.


piove
gocce larghe come pozzanghere
confondono il mio orizzonte
piove
il mondo attorno me
declina mille toni di grigio
piove
il cielo sembra piangere
tutti i peccati di questo mondo
piove
mi sto bagnando l’anima
nascosta sotto un vecchio giubbotto
piove
o forse sono solo
lacrime

lunedì 14 gennaio 2008

_Libertà


se guardo in uno specchio non vedo la mia anima
ma il guscio che la vita mi ha disegnato intorno

nel buio della notte,in piedi sopra il mondo
allargo le mie braccia e provo ad ascoltare

milioni di parole mi sciamano d’intorno
come falene isteriche
allungo la mia mano per afferrarne una

la serro nel mio pugno ,l’appoggio ad un orecchio
provo ad ascoltarla,nulla
apro la mano e :puff
il suono del silenzio mi assale violento

una altro sogno infranto
un'altra solitudine
davanti alle mie ruote

la strada corre lungo la collina
disegna un filo da qui all’eternità
chi l’ha percorso lo chiama
libertà