Non è un forum, non è un portale o un sito è l' embrione di un progetto editoriale, un posto dove parlare delle nostre idee, dove organizzarsi per ralizzarle, e dove condividere con altri le emozioni che queste idee ci regalano.Se tutti i forum si fregiano del titolo di Bar Virtuali, questa realtà vuole essere un brutto garage in fondo al giardino, dove c'è un ferro vecchio, quattro amici e un frigo per le birre.E si parla di moto, di viaggi, di vita.E dove finisce un argomento e ne inizia un altro non è dato saperlo, chè la notte è lunga e quando la birra sarà finita arriverà il Jack-time.




mercoledì 9 aprile 2008

_L'attesa


vivere accanto a un desiderio
convivere con il fuoco che ti brucia l’anima
è una prova di forza che alla lunga
mi fa sentire meglio

ho voglia di andare in moto
ho voglia di vento in faccia
ho voglia di planare a braccia alzate
lungo nastri d’asfalto

il mio ferro è fermo in officina
sottoposto ai tempi e ai modi del destino
ieri sera l’ho guardato ,
mezzo smontato , poggiato su una chiazza d’olio,
vittima di una cura
che lo guarirà solo in parte

troppo facile gettarlo via
troppo facile scendere da un’emozione che ha me come unico spettatore
troppo facile indossare un nuovo abito che si fa solo maschera.

attendere mi fa sentire forte
attendere rende più dolce il sapore di ciò che avrò
attendere aumenta il suo valore
perché ciò che è importante
non si ottiene mai facilmente

attenderò.

martedì 8 aprile 2008

_quando e' troppo e' troppo!



ormai da anni ci bombardano fino alla nausea con la storia dell'effetto serra, del surriscaldamento del pianeta e di tutti gli effetti nefasti che questo comportera'.


fino ad oggi ho sempre sopportato pazientemente, controbattendo ai proclami degli ambientalisti:


- si estingueranno migliaia di specie animali!
ok, mi dispiace per loro, ma tanto prima o poi tocca a tutti e poi quando si sono estinti i dinosauri mica hanno fatto tutte queste storie...


- i mari si alzeranno di oltre due metri!
vorra' dire che comprero' casa in montagna. e poi tanto io so nuotare.


- intere zone dell'africa e dell'america si desertificheranno!
dico, ci sara' un motivo se vivo in europa o no?


pero' la notizia di oggi non la riesco ad ammortizzare.

sembra che a causa del caldo intere colture di orzo siano andate irrimediabilmente perdute.e senza orzo, non c'e' il malto d'orzo.e senza malto d'orzo non c'e' birra.


gia' immagino l'apocalisse: serate tra amici a pizza e acqua; raduni in moto in cui scorrono fiumi di te' freddo; grigliate di carne accompagnate da fiumi di chinotto....


bisogna reagire.
dobbiamo fare qualcosa.


io da oggi inizio a fare scorta. credo che chiunque abbia una cantina, un sottoscala o uno sgabuzzino abbia il dovere morale di accumulare quanta piu' birra possibile. se non per se stesso (ho sentito di queste strane figure a meta' tra l'umano ed il pitecantropo definite "astemi" che sembra non facciano consumo di alcolici...) almeno per le generazioni future.

e' un imperativo a cui nessun cittadino coscenzioso puo' sottrarsi.


alle armi!!!!

filippo

lunedì 7 aprile 2008

_Pecunia non olet




...dicevano i nostri avi.


il denaro non puzza e fa decisamente comodo a tutti. questo si sa. e si sa come le aziende non siano certo organizzazioni non-profit. anzi! scopo ultimo (se non unico) di ogni azienda e' proprio quello di realizzare profitti, in modo che chi ci lavora e chi ha investito possa trarne guadagno.



nulla di male, dunque.


pero', se e' vero che tutte le aziende sono uguali, alcune (per parafrasare orwell) sono piu' uguali di altre. chissa' perche' da alcune aziende ci si aspetta un comportamento leggermente diverso ed un'attenzione meno spasmodica agli utili ed ai profitti.


sono le aziende che producono e vendono oggetti carichi di componenti emotive ed i cui clienti sono degli appassionati irriducibili.


di aziende cosi' ce ne sono sempre meno, ed ormai sono tutte realta' di piccole o piccolissime dimensioni. se un'azienda vuole crescere ormai deve guardare al mercato di massa. deve competere su scala globale. deve poter esportare e, spesso, deve riuscire a creare un mercato anche dove il mercato non c'e'. deve far nascere il bisogno e non limitarsi a soddisfarlo.


tutte banalita' di libri di management di terzo o quarto ordine, ma che ancora fanno parecchie vittime. come ho appena avuto modo di constatare, una vittima recente e' proprio la cara e vecchia casa di milwakee. l'harley davidson.


solo che la motor company come sempre decide di distinguersi dal mucchio. e allora che ti fa? decide di mettere in vendita lo status di Membro Fondatore dell'erigendo museo dell'harley-davidson.


bello.


in altre parole, io che vivo a milano e non sono nemmeno mai stato un USA e non so nemmeno in che stato sia milwakee, posso pagare una cifra variabile tra i 40 e i 500 dollari e ricevere una serie di attestati a conferma del fatto che sono membro fondatore di qualcosa che probabilmente non vedro' mai.


forse sono io a essere fuori asse col resto del mondo, ma la cosa mi lascia davvero stupito. quasi sconvolto. a nessuno viene in mente il parallelismo con le offerte fatte "spontaneamente" dalle antiche famiglie patrizie per contribuire ad erigere chiese e monumenti, in cambio di indulgenze od altri favori?


la motor company come una sorta di chiesa, insomma. che in cambio di denaro elargisce ai propri adepti il perdono e la possibilita' di entrare nella schiera degli eletti. di coloro che potranno fregiarsi della piastrina militare (nera, of course) con su scritto membro fondatore. e che avranno accesso (c'e' bisogno di dirlo?) al negozio del museo anche "after hours" ed a prezzi di sconto. che potranno acquistare materiale inaccessibile ai non fondatori, poveri miseri omuncoli, destinati ad una vita di emarginazione e miseria.


fa sorridere. ma e' anche un po' triste.


spendi soldi, figlio mio, cosi' ti guadagnerai il diritto di spendere ancora di piu'. questo e' il nostro credo di motociclisti? tutto il nostro parlare di passione, amicizia, valori si riduce a questo?


quanto siamo rincoglioniti.

filippo

_Corrida


il rancore
riempie la mia pelle
come vino un'otre
la tende, la stira,avverto doloroso il suo lacerarsi

l’odio mi gonfia,incalza e avvolge la mia anima
come il matador con il toro nell’arena
annerisce con fumo di torba
l’amore che dipingeva le stanze del mio cuore

una patina opaca camuffa ciò che volevo essere
rendendolo invisibile ed orrido
per chi più mi ama

dovrò ricordare di pulire il mio cielo
o di chiudere le vecchie stanze

venerdì 4 aprile 2008

_Masquerade


ci teniamo tanto ad affermare ciò che siamo
che non facciamo altro che disegnare
il mondo intorno a noi affinché sia in linea con il nostro stile
quanta fatica inutile

se il nostro ,sarà stile vero e non pallida masquerade
la realtà desiderata ci riconoscerà
coagulandosi intorno a noi

se così non fosse,
forse stiamo vivendo
tra quinte di cartone
come poveri guitti

mercoledì 2 aprile 2008

_Homo homini lupus

La politica è la cosa più bella che esista nella sua accezione originale
Ne abbiamo fatto talmente scempio
Che in genere o si fa di tutt’erba un fascio dicendo “che schifo,
ripercorrendo strade di qualunquismo meritevoli di ben altri periodi.
Oppure non se ne parla, soprattutto tra amici , un poco come di soldi .Sono quegli argomenti che è meglio lasciare fuori dai tavoli dove le parole principali sono amicizia e rispetto , forse perché non fanno rima oppure ,come credo, per retaggio di ataviche ipocrisie , retaggi di un puritanesimo professato nelle parole e tradito nelle azioni.
Tutto sto pistolotto per dire che invece qualche parola sulla politica attuale la voglio dire, a prescindere da atteggiamenti e simpatie personali , anche perché la politica di oggi rifugge da tutto ciò è diventata generalista.
A leggere le dichiarazioni o i programmi dei vari candidati si capisce che quello che guida un poco tutti loro è l’ideologia del sondaggio. Qui non c’è più nessuno che vuole cambiare il mondo , la sensazione piuttosto è che si voglia “accontentare” quanto vuole la maggioranza degli italiani .
Detto così potrebbe essere anche apprezzabile, ma quello che mi appare è un poco differente , seguire quello che vuole la maggioranza, accontentare la base , fare delle loro idee e desideri l’obiettivo da raggiungere non è un gran vantaggio, le idee si appiattiscono , le pulsioni diminuiscono, le ideologie scompaiono.
Ed ecco che da tutto questo esce fuori un risultato assolutamente inatteso e negativo se la politica fa di tutto per assecondare i desideri della maggioranza dei votanti , e se il risultato della politica è un paese ingovernabile e pieno di contraddizioni allora la colpa non è della politica stessa,ma del popolo in quanto ispiratore e demiurgo oscuro di questa.
Homo omini lupus, già Hobbes lo scriveva in tempi non sospetti e non è quindi una novità di cui meravigliarsi , ma essere tali e non rendersene conto , essere noi stessi la causa del male e gridare contro il destino cinico e baro , bhe è una messinscena che sarebbe comica se non fosse tragica.

Riprendiamoci il diritto all’ideologia , perché è il sogno fatto sociale.
Come fare? non lo so io stasera vado a giocare al bowling

martedì 1 aprile 2008

_1° aprile

1° aprile ,Sant’Ugo

auguri a mio figlio e a mio padre
è cosa ovvia e giusta
tanto da essere banale
soprattutto se scritto su un forum o su un blog

ma la parola Ugo merita un pensiero in più da parte mia
ugo mio padre
ugo mio figlio
vengo da una terra in cui rinnovare
il nome del padre è segno di rispetto
voluto e non dovuto

entrambi sono persone che non capisco fino in fondo
le amo come non potrei mai spiegare del tutto
ma ne avverto la profonda differenza
da quello che io sono

eppure in questo sta la meraviglia
di ciò che sono
di ciò che è nel mio cuore
mio padre è stato artefice e fabbro
così come io con mio figlio
ognuno di noi ha creato una catena
con ogni anello profondamente
diverso dal contiguo

sarà per questo che se stiamo a contatto
dopo poco sono scintille e tensione
battibecchi o chiusure a riccio
non so per loro
ma per me il rapporto con mio padre o con mio figlio
è nello stesso tempo
fallimento e trionfo

fallimento perché l’avrei voluto diverso
l’avrei voluto costruire con meno errori
con meno zone d’ombra
eppure trionfo,perché quando li incontro
quando magari li vedo insieme
che scherzano tra loro
annichilendo più di settantanni di differenza anagrafica
mi rendo conto che sono due persone
stupende
e di questa meraviglia
un poco ne faccio parte anche io

ecco che il giorno del loro onomastico
per me diventa il giorno in cui
festeggio il mio “lato” migliore

Auguri