Non è un forum, non è un portale o un sito è l' embrione di un progetto editoriale, un posto dove parlare delle nostre idee, dove organizzarsi per ralizzarle, e dove condividere con altri le emozioni che queste idee ci regalano.Se tutti i forum si fregiano del titolo di Bar Virtuali, questa realtà vuole essere un brutto garage in fondo al giardino, dove c'è un ferro vecchio, quattro amici e un frigo per le birre.E si parla di moto, di viaggi, di vita.E dove finisce un argomento e ne inizia un altro non è dato saperlo, chè la notte è lunga e quando la birra sarà finita arriverà il Jack-time.




martedì 22 aprile 2008

_Il disgraziere



non so se lo avete notato ma da un po' di tempo a questa parte i giornali sono un susseguirsi di notizie catastrofiche. e poi dicono che la gente e' depressa e perde fiducia nel futuro. e ci credo. provo a riassumere gli argomenti principali di quello che sembra un vero e poprio disgraziere quotidiano:
- un barile di petrolio ormai costa quanto un monolocale in centro (fonti varie)
- gli usa stanno affrontando una crisi alimentare mai vista prima, scarseggiano riso e cereali nei supermercati ed hanno attivato il razionamento (la stampa)
- i nostri politici, sordi ai problemi del paese, stanno gia' litigando per accaparrarsi le poltrone migliori, con buona pace delle promesse fatte in campagna elettorale (tutti i vari "bisogna dare una svolta" e "dobbiamo fornire un segnale forte") - (fonti varie)
- il presidente degli stati uniti d'america ha tranquillamente ammesso che negli interrogatori di polizia nel suo paese si fa uso di tortura, meravigliandosi quasi del fatto che i cronisti gli facessero la domanda: "ma come, a casa vostra non si usa? oh, questa poi... ma dove vivete!" (corriere)
- fare la spesa (se trovi la roba sugli scaffali, vedi sopra) costa in media il 10% in piu'. pero' gli stipendi non aumentano da 10 anni. (corriere e sole24ore)
- c'e' una probabilita' su 450 che nel 2036 un asteroide colpisca la terra, scatenando l'equivalente di 65mila esplosioni nucleari come quella di Hiroshima. morirebbero milioni di persone, il sole sarebbe oscurato per anni e buona parte delle terre emerse tornerebbero sotto il livello del mare causa tsunami. io finisco di pagare il mutuo l'anno prima, fate voi. (corriere e la stampa)

in tutto questo can can di sfighe assortite, la sola notizia positiva che ho trovato e' che i burocrati di bruxelles hanno alzato a 30 mesi l'eta' dei bovini di cui si puo' usare la colonna vertebrale. traduzione: la vera fiorentina non e' piu' illegale.

riassumendo: se trovo un ristorante sotto casa (che non mi costi un occhio in benzina per raggiungerlo), se non mi fermano per un controllo documenti nel tragitto (facendomi saltare i denti a randellate che tanto e' normale), se non ordino pane (razionato) e non cerco di fare la spesa risparmiando, e, soprattutto, se non pretendo che i miei governanti facciano qualcosa per cambiare la situazione in cui siamo, allora mi aspettano 28 anni di abbuffate a base di fiorentina verace, prima che nel 2036 il mondo finisca.

va tutto bene?

lunedì 21 aprile 2008

_La roulotte che non vorrei


È facile amare ciò che non ci tocca
È semplice ,
indolore
siamo tutti generosi dei soldi altrui
siamo tutti ecumenici a casa degli altri

e ci portiamo dietro come una vecchia roulotte
questa valanga di emozioni finte
così impegnati a disegnarle
da dimenticarci di applicarle davvero .

il buonismo ci divora
ci consuma come fiamma la candela
ma il mondo
non è buono

e a fingerci agnelli
inganneremo solo noi stessi
non certo i lupi

giovedì 17 aprile 2008

_Preghiera dell'alpino


Sulle nude rocce, sui perenni ghiacciai,

su ogni balza delle Alpi ove la Provvidenza

ci ha posto a baluardo delle nostre contrade,

noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto,

eleviamo l'animo a Te, o Signore,

che proteggi le nostre mamme, le nostre spose,

i nostri figli e fratelli lontani,

e ci aiuti ad essere degni delle glorie dei nostri avi.

Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,

salva noi, armati come siamo di fede e di amore.

Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta,

dall'impeto della valanga;

fa che il nostro piede posi sicuro su le creste vertiginose,

su le dritte pareti, oltre i crepacci insidiosi;

rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci

la nostra Patria, la nostra bandiera,

la nostra millenaria civilta' cristiana.

E Tu, Madre di Dio, candida piu' della neve,

Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza

e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti.

Tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza

di tutti gli Alpini vivi ed in armi,

Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni

alle nostre Compagnie, Cosi sia.
_________________________________

ieri ho sentito per la prima volta questa preghiera ad un funerale. non ho voglia di raccontare chi fosse il morto ne' perche' mi trovassi li. ci sono alcune cose che devono restare private.
va da se' che il morto era un alpino. classe 1920. nel '42, dopo la francia, la grecia e l'albania, fu spedito sul fronte russo. e da li miracolosamente riusci' a tornare vivo, dopo essersi guadagnato una medaglia al valore.
un ufficiale degli alpini in congedo ci ha raccontato tutte queste cose, con la voce rotta dall'emozione e versando qualche lacrima.
e io ho pensato a come noi, che ci riempiamo la bocca di parole come fratellanza, rispetto, onore, dovere, senso di appartenenza, sappiamo veramente poco di tutto questo.
una volta, mettendomi in mano un libro che parlava del mondo MC, mi e' stato detto "leggilo e capirai che cosa vuol dire appartenere ad un club e portare i colori".
l'ho letto. e non l'ho capito.
poi ho letto la biografia della persona al cui funerale sono stato ieri.


ed ho capito tanto.

martedì 15 aprile 2008

_Civismo

dopo quasi 20 anni sono tornato a votare .
e mentre i risultati scorrono
come gocce di numeri sul grande schermo
penso che come sempre mi trovo
dalla parte sbagliata.

poi le parole del leader che avevo scelto
escono dall’altoparlante
serene e tranquille:
-ho telefonato a Berlusconi congratulandomi con lui,
riconoscendo la sconfitta, e augurandogli buon lavoro ”

Allora penso che non ho sbagliato.
si può perdere
senza sentirsi sconfitti

dopo tanto tempo
sono tornato a sperare

_Goffo



quando devo parcheggiare la moto in aeroporto non mi fido a lasciare il casco, per cui finisco sempre per portarmelo dietro, cosa che non rende i movimenti molto agevoli. se ho una 24ore mi ritrovo ad avere le mani impegnate, se invece (come questa volta) mi porto lo zaino posso legare il casco alle cinghie, ma inevitabilmente mi trasformo in una sorta di giostra del saraceno. ad ogni movimento del busto, il casco spazza a destra e a sinistra come una mazza ferrata, falciando tutto quello che gli si para davanti. ed eccomi a dusseldorf, che aspetto il volo per tornare a casa e decido di mangiare qualcosa. mi metto in fila e mentre il tizio davanti a me recupera i due caffe' (in tedesco si pronuncia "ezpressow") mi sposto in avanti col busto per fare la mia ordinazione ed ecco che... tac... parte la mazza ferrata che va a cozzare contro il braccio del malcapitato caffeinomane facendogli fare un mezza doccia. sento un'esclamazione molto poco teutonica e decisamente padana, e mi rendo conto di aver fatto un bel casino. per cui ordino da mangiare, piu' un ezpressow. poso il mio vassoio e, ezpressow in mano, vado a canossa. mentre poggio il caffe' sul tavolo del malcapitato gli dico "per la macchia non posso fare niente, ma almeno un altro caffe' te lo posso offrire?" ci siamo messi a ridere. io scusandomi dell'accaduto e lui della sua reazione. e mi sono messo a pensare che se non avessi fatto quel semplice gesto forse l'incavolatura non gli sarebbe passata prima di sera, e il mio senso di colpa non mi avrebbe certo messo di buon umore. a volte basta cosi' poco per semplificarsi la vita.

venerdì 11 aprile 2008

_Nazionali semplici



il bello di andare in moto quando piove sono gli odori.
la pioggia infatti attenua un po' la puzza tremenda degli scarichi dei diesel e ti permette di riscoprire quei pochi odori che la citta' e' riuscita a preservare. certo milano non e' il posto ideale per allenare l'olfatto, ma certe volte ti riserva qualche sorpresa.
stamattina, passando rasente al marciapiede, ho incrociato un pedone che fumava. non un sigaretta qualsiasi, ma una cosa veramente pestilenziale.
mi si sono subito affacciati alla mente i ricordi di quando ero piccolino e stavo dietro il banco della tabaccheria dei miei, e vendevamo sigarette come le nazionali semplici o le alfa, che avevano l'odore forte del tabacco da quattro soldi, e che pure avevano un loro fascino.
sentire quell'odore nell'aria in un momento in cui non me lo sarei mai aspettato, mi ha portato indietro di quasi 30 anni. a quando le sigarette si potevano fumare ovunque, anche negli ospedali.
e tutti sapevamo che non facevano certo bene, ma tanto (ci dicevamo) basta non esagerare. perche' in fondo anche pane e mortadella ti ammazza se ne mangi 5kg al giorno. e la gente che veniva a comprare le sigarette lo faceva senza sensi di colpa, tranquillamente, perche' fumare era normale.

mi ricordo che per ingannare la noia di stare li seduto fermo ad aspettare l'ora di chiusura, cosi' per gioco, cercavo di indovinare che sigarette fumasse ogni cliente prima ancora che le chiedesse. mi riusciva quasi sempre; non perche' avessi poteri paranormali, ma semplicemente perche' dalle mie parti i contadini fumavano le alfa o le nazionali. gli operai le ms e chi invece aveva un po' di piu' si lanciava sulle merit, o le multifilter. non si scantonava. ed era normale cosi'. e se uno faceva il contadino, l'operaio o l'impiegato lo capivi da come era vestito. e non c'era niente di male. nessuno si sentiva discriminato e a nessuno veniva in mente di chiedersi se fosse politicamente corretto.

adesso che il fumo e' un tabu', che lo abbiamo bandito dalle nostre tavole (ditemi chi si accende una sigaretta dopo pranzo o dopo cena senza andare sul balcone!) e dai luoghi di ritrovo, le sigarette sono diventate uno status symbol; hanno nomi improbabili e idioti, studiati a tavolino da qualcuno che sicuramente ha "manager" scritto sul biglietto da visita e che si farebbe spellare vivo piuttosto che mettere sul mercato un solo pacchetto di alfa o di nazionali o di ms o di esportazione (cacchio ve le ricordate le esportazione col loro pacchetto verde che strillava da un km di distanza "comprami, costo poco e ti tolgo la voglia di tabacco per un mese!")

sono arrivato in ufficio con ancora in testa i ricordi di quando ero bambino, e nel naso il profumo di quella sigaretta deliziosamente pestilenziale. e con una gran voglia di farmi mezzo toscano comodamente seduto alla scrivania.

utopia.

giovedì 10 aprile 2008

_Tortillas


Dovevamo arrivarci prima o poi ,
speravamo forse più poi che prima
la globalizzazione,questo mostro di cui tanto si parla
e che ha assunto come tutte le catastrofi o i successi
infinitamente annunciati l’opacità di qualcosa
che è tanto lontana da noi da non poterci toccare
non almeno nel nostro quotidiano ,
nelle nostre corse per prendere la metro,
nelle file ai supermercati spingendo carrelli stracolmi
di alimenti dietetici e macrobiotici ,
nel nostro piazzare le chiappe su moto il cui costo
sfamerebbe un villaggio africano
per un anno,
non ci tocca.

E poi arriva,
come un lontano rombo di terremoto
qualcosa che percepisci ma che non vedi ancora.

Partiamo da lontano:
l’aumento del consumo di combustibili fossili
ha giustamente spostato la richiesta sulle new entry vegetali
il bioetanolo ,le bioplastiche sembravano grandi conquista
anche e soprattutto per i miopi ambientalisti della domenica.
Così carovane di camion hanno iniziato pellegrinaggi
verso le nuove raffinerie
milioni di ruote hanno percorso le strade polverose
che dai grandi campi dell’India ,della Cina,
dell’America Centrale e del Sud
portavano i cereali verso fabbriche che ne traevano
quasi per magia simil-benzina e simil-plastiche,
prodotti buoni per gonfiare di inutilità ancora di più il nostro mondo occidentale
e soddisfare i bisogni di una piccola percentuale degli abitanti del mondo.
E tutti a mettere tranquilli benzina nei loro piccoli serbatoi di plastica
sicuri che una pacca sulla spalla
o il loro ipocrita buonismo serpeggiante
pareggiasse i conti con il mondo .

Poi una farfalla batte le ali a New York e un tifone distrugge Osaka.

La mancanza di cereali sul mercato fa crescere i prezzi del pane in Egitto
o della Tortilla in Messico , e milioni di persone si trovano a non potere più mangiare.
Non un centesimo al litro di costo in più della benzina,
non percentuali di aumento dell’inflazione a una cifra,
ma improvvisamente quello che costava 50 lo trovi a 100.
e quello era già il minimo di sostentamento che tu potevi avere.
Improvvisamente i nostri problemi diventano meno che zero;
quando si scende sotto un minimo di sussistenza non esiste più etica
non esiste più regola che tenga, c’è solo la fame e la lotta per la sopravvivenza.
Come in un deja-vù di manzoniana memoria
torme di disperati straccioni assaltano
forni e panetterie.
Certo lontano da noi migliaia di chilometri ,
certo i governi che rischiano la caduta sono sotto ben altre bandiere.
Ma quanto impiegheranno quelle persone a dirigersi altrove?
Quanto tempo ci vorrà perché la rabbia verso chi ha talmente tanto di più
si trasformi in violenza?
Abbiamo il culo su una bomba di cui non disponiamo più il controllo
e noi ci preoccupiamo se le nostre cromature sono lucide o meno .

Non esistono mura abbastanza forti
da difendere una società
incapace di guardare al di là di esse.