Non è un forum, non è un portale o un sito è l' embrione di un progetto editoriale, un posto dove parlare delle nostre idee, dove organizzarsi per ralizzarle, e dove condividere con altri le emozioni che queste idee ci regalano.Se tutti i forum si fregiano del titolo di Bar Virtuali, questa realtà vuole essere un brutto garage in fondo al giardino, dove c'è un ferro vecchio, quattro amici e un frigo per le birre.E si parla di moto, di viaggi, di vita.E dove finisce un argomento e ne inizia un altro non è dato saperlo, chè la notte è lunga e quando la birra sarà finita arriverà il Jack-time.




venerdì 19 dicembre 2008

_Gli scudi deflettori - prima puntata



dopo anni di guida nel traffico mi sono ormai convinto che attraversare una grande citta' come milano in moto sia molto simile ad una battaglia e che per sopravvivere siano necessarie tecniche estreme, mutuabili dalla guerriglia o dalla fantascienza.
quindi ho sviluppato alcuni accorgimenti che penso possano essere utili per chi come me non rinuncia alle due ruote in nessun caso.
vorrei condividerli con voi e vi invito anzi ad arricchirli con segnalazioni e suggerimenti.
la prima menzione va agli scudi deflettori (piu' semplicemente deflettori), utilissimi in prossimita' di incroci con precedenza, rotonde e simili, soprattutto in caso di pioggia.
col tempo ho maturato la convinzione che per la massa dare la precedenza ad una moto sia una sorta di peccato mortale o di crimine contro l'umanita': da evitare ad ogni costo. quindi e' opportuno fare uso di deflettori ogni volta che sia possibile.
i deflettori si dividono in due tipi: ci sono quelli fisici (furgoni, SUV, piccoli camion) e quelli tattici (i pedoni).
la tecnica e' semplice e vale per entrambi i tipi.
in prossimita' dell'incrocio affiancate il deflettore e immettetevi solo quando lo fa lui, all'unisono. questo vi evitera' di essere travolti.
e' comunque importante tenere a mente la distinzione tra i due tipi. quelli fisici incutono timore nell'automobilista in virtu' della loro stazza, e possono essere usati anche per qualche manovra un po' sporchina.
i deflettori tattici invece sono da usare solo in presenza di strisce pedonali. nel traffico normale infatti, anche il pedone si trasforma in un bersaglio molto appetibile ed e' percio' da evitare il coinvolgimento.
un mio conoscente ha erroneamente cercato rifugio dietro un deflettore tattico in mancanza di attraversamento pedonale e si e' trovato un commercialista di abbiategrasso incastonato nel manubrio.
in casi di ingorgo puo' accadere che i mezzi in colonna blocchino interi incroci, creando un vero e proprio cordone di sicurezza per i motociclisti, che quindi possono passare in tutta sicurezza e senza rischi. si tratta di casi rari ma la libidine che si prova nel guardare i visi paonazzi dei guidatori incazzati e' una roba che ti ripaga di tutti i moscerini nei denti.
vi raccomando infine di non fare l'errore (assai comune) di considerare anche i TIR come deflettori. Per un TIR tutto quello che ha meno di 12 ruote e' solo un'ostacolo da superare o travolgere. il rischio e' quello di finire i vostri giorni come fregio del cofano di uno Scania da 40 tonnellate. poco elegante.

giovedì 11 dicembre 2008

_Traffico



oggi mentre annaspavo nel traffico sommerso dalla pioggia, mi sono trovato bloccato in coda. una di quelle code che non vanno da nessuna parte, semplicemente stanno li e non si muovono. non sai perche' sei bloccato, ma dal momento in cui ti fermi hai la netta sensazione di dover trovare qualcosa che ti occupi la mente, perche' in quel punto ci resterai un bel po'.
allora per ammazzare il tempo ho iniziato a guardarmi attorno, sollevando gli occhi dalla strada e allontanandoli dal cruscotto, che di solito sono le due sole cose che guardo quando guido.
e improvvisamente ho iniziato a vedere il mondo con gli occhi dei miei figli. ho notato la miriade di persone che si affrettavano sui marciapiedi, sotto ombrelli grandi come cupole; ho visto i pochi ciclisti temerari; la gente dentro le altre macchine, occupata in mille faccende inutili; le vetrine bagnate; le pozzanghere grandi come laghi; gli alberi lungo i viali.
ho visto milano, enorme e ingolfata, sferzata da una pioggia torrenziale, e ne ho studiato i piu' piccoli dettagli.
ed ho capito perche' ogni volta che saliamo in macchina si scateni una lotta sanguinosissima per i posti accanto al finestrino e perche' guardare fuori sia tanto importante per loro.
l'ho capito con l'immediatezza delle verita' ritrovate, perche' in fondo anche io quando ero bambino amavo guardare fuori dal finestrino e godermi il viaggio tranquillamente, senza dovermi preoccupare di dove stessimo andando, o della prossima curva, o dello stop. non ero io a dover guidare e potevo trascorrere il viaggio a contare gli alberi; ad appannare il vetro per disegnare facce buffe col dito; a salutare la gente che incrociavamo; ad assaporare ogni metro come se fosse un passo in piu' verso l'ignoto, perche' in fondo ogni nuovo tratto percorso portava nuove scoperte, nuove esperienze e nuovi paesaggi.
pensare ai miei figli che si azzuffano, mi ha fatto ritrovare la serenita' della mia infanzia; mi ha fatto capire quanto siano importanti per loro le piccole cose e come la felicita' si possa annidare anche dietro un finestrino bagnato di pioggia. me li sono rivisti li, sul sedile posteriore. i due fortunati nei posti laterali, dritti come fusi per poter vedere meglio, lo sguardo fisso su chissa' quale meraviglia. e quello in mezzo con le braccia incrociate e il broncio per essere stato escluso dallo spettacolo.
ho fatto il resto del viaggio in loro compagnia. proprio come se fossero con me.
ogni volta mi stupisco di quanto mi stiano insegnando i miei figli. di quanto io stia imparando da loro. di come mi facciano apprezzare il miracolo di stare al mondo.

mercoledì 10 dicembre 2008

_Neve



oggi non era certo giornata da moto.
apro la finestra e mi sembra di essere finito nella pubblicita' natalizia della coca-cola. vacca miseria.
guardo le previsioni e scopro che la perturbazione che ci ronza sul capoccione durera' almeno fino a meta' della prossima settimana.
ri-vacca miseria.
dai sette ai dieci giorni senza moto.
condannato alla macchina.
vabbe', guardiamo il lato positivo.... forse e' la volta buona che la lavo.

martedì 9 dicembre 2008

_Cazzeggio



avevo bisogno di un po' di evasione, quindi la scorsa settimana mi sono preso il pomeriggio di permesso, sono montato in sella subito dopo pranzo e sono andato a rompere le scatole al mio meccanico.
non avevo bisogno di un tagliando, i freni frenano, le gomme tengono i gli scarichi fanno pot-pot-pot quindi per quello che ne capisco io, la moto e' ok.
pero' ho deciso che dovevo passare qualche ora in via colletta.
l'officina di daniele mi porta sempre indietro nel tempo.
una volta era pieno di posti cosi'. c'erano le officine meccaniche, i barbieri, i bar... tutti posti dove andavi non solo se avevi bisogno di un cambio olio, di una sbarbatina o di un caffe'. ci andavi anche perche' sapevi di poterci trovare gente con cui passare una sana ora di cazzeggio, a parlare di cose interessanti, di motori, donne, vita vissuta.
senza troppe menate.
da daniele e' ancora cosi'. la sua officina non mi delude mai.
ogni volta ci trovo gente interessante e diversa, con storie da raccontare, voglia di dire cazzate e un po' di tempo da perdere, che oggi e' il lusso piu' grande.
stavolta mi sono imbattuto in un pacato signore con cui abbiamo parlato di moto, viaggi, furti in gioielleria, crisi economica e altre amenita'. ho scoperto che e' un ex gioielliere, ex venditore di moto, motociclista appassionato, vecchio amico di daniele, gran conversatore e grandissimo ascoltatore.
ho anche conosciuto un bancario che aveva la moto in riparazione. uno che ha fatto viaggi interessanti scrivendoci pure su un libro. uno che tende a parlare piu' che ad ascoltare. il classico tipo che nei bar di paese ha il ruolo di quello che entra, urla la propria ordinazione e poi piomba sulla conversazione in corso monopolizzandola finche' si stufa e se ne va, ma a tutti va benissimo cosi'.
ho rivisto un po' di facce conosciute.
ho detto e ascoltato scemenze e perle di saggezza in egual misura.
insomma mi sono completamente immerso in un sano e ricreativo ambiente maschile.
ho assaporato un'atmosfera che di questi tempi e' divenuta cosa rara. ormai viviamo in un mondo androgino. i barbieri hanno ceduto il passo ai parrucchieri unisex. i bar ormai propinano solo happy-hour. e le officine sono diventate sale operatorie dove l'ingresso e' consentito solo agli addetti ai lavori, che indossano guanti in lattice e tute immacolate come i chirurghi.
ho trascorso un pomeriggio rilassante e rigenerante, cercando di non dare troppo fastidio a daniele che stava lavorando per finire la moto del bancario.
me ne sono andato quando ho capito che stavo seriamente cominciando a dare sugli zebedei.
l'ho capito e non ne ho fatto un dramma. semplicemente mi ero fermato a sufficienza.
e cosi', sempre senza menate, ho ripreso la moto e sono tornato a casa, tranquillo e rilassato e con la sensazione di aver rubato un attimo di eternita'.

giovedì 4 dicembre 2008

WAR.....


Guerra ,
non ce ne rendiamo conto ma siamo in guerra.
Rimbambiti dalla Champions Legue , dai nafruaghi rimbambiti dell’Isola dei famosi
Inebetiti dai giochi subdoli e dagli isterismi programmati della Talpa .
Sotto l’effetto di droghe medianiche che ci propinano numeri e dati sulle imminenti feste di Natale .
Tutto per farci dimenticare che siamo in guerra.
Una guerra combattuta con le armi , quando leggiamo di integralisti che ammazzano in nome di un Dio che , sicuramente , li ha maledetti.
Una guerra di fame . Di certezze , di precarietà.
Una guerra chirurgica che tocca tutti meno quelli che l’hanno innescata.
Una guerra che non ci lascerà indenni . Che mieterà vittime .Che metterà in discussione il nostro quotidiano.Una guerra che rischi di spazzare in un settimana , quello che ci è voluto una vita a costruire.
Come le bombe , non sai quando cadranno e dove cadranno . Stai in casa sperando che non ti crolli il tetto in casa.
La paura , sentimento per anni accantonato , si sta riappropriando dei suoi territori . Le nostre anime iniziano a essere scalfitte nelle proprie certezze .
Non ci preoccupano più le domande : “ chi sono ? “ , “ qual è il mio posto nel mondo ?” . Ma piuttosto : “ ci sarà sempre un domani ? .
Il quotidiano è diventato protagonista.
Il domani è sempre più una scommessa .
Variabili ed incognite , in questa equazione impazzita che è la vita ,mettono in crisi qualsiasi , filosofico matematico.
Oggi . L’unico obbiettivo è l’oggi.
Il passato , oramai appartiene alla storia .
Il futuro , sempre di più non appartiene a nessuno
Il presente è l’unica certezza.
Facciamo il pieno dell’oggi quotidiano
Riempiamoci la pancia delle gioie immediate.
Viviamo , come mai abbiamo vissuto fino ad oggi.
La guerra , lascerà delle vittime .Ma quelli che resteranno , forse saranno migliori.

mercoledì 3 dicembre 2008

_Mah

certo che per essere uno che non ha nulla da dire chiacchiero parecchio...
braccia rubate all'agricoltura!!

martedì 2 dicembre 2008

_Momenti di gloria



c'e' il sole ma fa un freddo cane.
siamo tutti imbacuccati a bordo campo, mentre i giocatori coperti di terra, sudano come fossimo a luglio.
l'arbitro fa ripartire il gioco e i due schieramenti si affrontano. la squadra avversaria e' in possesso di palla. avanzano.
il nr 7 della nostra squadra gli si fa incontro.... e' vicinissimo... prepara la spalla.... si china e placca basso, l'ha beccato, poi si inarca indietro e, come fosse la cosa piu' naturale del mondo lo sbatte per terra e gli si butta sopra.
prendiamo possesso di palla.
gioco confuso.
sempre il solito 7 riceve un passaggio fantastico e corre.... corre... corre come una lepre.
meta.
azione fantastica.
non siamo in serie A e nemmeno in finale di coppa del mondo.
e' un torneo under 9 e quello li e' mio figlio. il nr 7.
mio figlio che mentre torna verso la meta' campo, coi compagni che gli danno pacche sulle spalle, sorride con gli occhi bassi, poi mi guarda e mi saluta.
mio figlio.
il mio eroe.