lunedì 30 aprile 2012
Stanchezza
La famiglia richiede energia
Ti succhia e ti sputa come un'oliva vecchia
A lei ti lega amore e ricordi
Ed il rimorso
Di non amarli abbastanza.
Due giorni tra i ricordi
A riempirti d'amore
Colato tra le dita e sulle labbra
Come miele
Come fiele
Due giorni a scalare
Questa montagna di zucchero
E a starci male
Perché la mia strada e' andata lontano
Ed io non posso tornare indietro.
Ma quello che e' qui stasera
E ieri e domani
Non sono io
E' solo fuffa
mercoledì 11 aprile 2012
_Marinaio
un marinaio
porta in se la sua condanna
tatuata sul corpo
segnata sull'anima
dall'alto della nave
guarda l'isola
adagiata nel golfo
come una baiadera,
tra poco sarà laggiù a terra
percorrerà vie e carruggi stretti
in cerca di cosa non sa,
poche ore,una vita
amori rubati ,
due coltellate,
presto il mare lo chiamerà
onde laveranno via i suoi ricordi
sale indurirà la sua pelle
ma nel cuore resterà
un sogno :
una piccola isola che c'è
tornerà
porta in se la sua condanna
tatuata sul corpo
segnata sull'anima
dall'alto della nave
guarda l'isola
adagiata nel golfo
come una baiadera,
tra poco sarà laggiù a terra
percorrerà vie e carruggi stretti
in cerca di cosa non sa,
poche ore,una vita
amori rubati ,
due coltellate,
presto il mare lo chiamerà
onde laveranno via i suoi ricordi
sale indurirà la sua pelle
ma nel cuore resterà
un sogno :
una piccola isola che c'è
tornerà
venerdì 9 marzo 2012
_Già detto, già scritto
La depressione
Affonda le radice nel
Suo essere autoreferenziale
Ti guardi l'ombelico
E dici
Che sfiga.
La depressione
Si alimenta della mancanza di passioni
la depressione non so curarla
Solo ignorarla
Fino all'intervallo
Affonda le radice nel
Suo essere autoreferenziale
Ti guardi l'ombelico
E dici
Che sfiga.
La depressione
Si alimenta della mancanza di passioni
la depressione non so curarla
Solo ignorarla
Fino all'intervallo
domenica 4 marzo 2012
_La vera ignoranza
"papa' Teseo uccise i 50 figli di Pallante?"
Le parole mi colpiscono come una doccia gelata,
Mia figlia al secondo liceo classico e' in pieno combattimento
Con una versione dal greco
e mi sta chiedendo aiuto.
Ed io non so chi cazzo sia sto' Pallante
Nulla di male
Ma non so chi sia.
Glielo dico e lei scivola via leggera
A cercare l'informazione richiesta in altri siti.
E un senso di amaro mi disturba,
Sentirsi impossibilitati a dare risposte a un figlio
E' una sensazione strana
Difficile da accettare
Mi torna in mente mio padre
A cui facevo anche io tante domande
A cui lui, che aveva fatto si e no le medie
E che si era rotto la schiena a lavorare,
Lui non sapeva rispondere
E capisco ora che se ne vergognava anche un poco,
E quasi ammirava questo figlio
Tanto istruito ed intelligente.
Ed io, quel figlio, quasi mi vantavo della mia cultura
Che tale non era,
E mi enfiavo d'orgoglio di fronte a quell'omino
Piccolo e gentile.
Oggi mi dico che non avevo capito nulla,
Che la vera cultura l'aveva il mio papa',
Perché era la cultura della vita
Dell'esperienza
Del saper fare le cose
Dell'averle vissute.
Come vorrei oggi averglielo detto,
Come vorrei essermi fermato di piu' ad ascoltarlo,
Invece di liquidarlo con una alzata di spalle,
E' tardi,
Oggi se gliene parlo
Mi guarda con quegli occhi dolci e celesti,
Un poco acquosi
Come solo chi ha vissuto tanto ha ,
Mi guarda, sorride e scuotendo la testa mi dice:
Ma cosa dici, tu hai studiato
Tu sai tante cose
Io non mi sono mai mosso dal mio negozio
Dal mio paese.
Povero , dolce papa' ,
Vorrei avere un millesimo del tuo cuore
Del tuo coraggio
Del tuo sapere
Vorrei esserti vicino
Vorrei tornare a casa.
sabato 3 marzo 2012
_Bolle d'anima
Le emozioni della poesia
Sono come bolle che salgono dal profondo
Nel mare dell'anima
E come le bolle
Hanno forma e volume
Solo fin quando restano sotto la superficie
Blop
Blop
Sono come bolle che salgono dal profondo
Nel mare dell'anima
E come le bolle
Hanno forma e volume
Solo fin quando restano sotto la superficie
Blop
Blop
giovedì 1 marzo 2012
_Siccità

seduto sul ciglio del fosso
osservo lo scorrere arido della polvere
e sento sulle spalle
salire fresca l'ombra della sera.
quel fosso
era una volta un fiume
e gonfio di sogni e passioni
si aspettava di sfociare al mare.
ora secco ed asciutto
cerca nelle rosse pietre infocate
il significato
di se stesso
mi alzo stanco
mi bilancio su quel ciglio
e inizio a crasciare in silenzio su rovi e sassi,
e un rivo di piscio
anima quella solitudine
dove la passione si annichila
la fisicità
può essere il primo passo
per ritrovarla.
giovedì 9 febbraio 2012
_Timing
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