Non è un forum, non è un portale o un sito è l' embrione di un progetto editoriale, un posto dove parlare delle nostre idee, dove organizzarsi per ralizzarle, e dove condividere con altri le emozioni che queste idee ci regalano.Se tutti i forum si fregiano del titolo di Bar Virtuali, questa realtà vuole essere un brutto garage in fondo al giardino, dove c'è un ferro vecchio, quattro amici e un frigo per le birre.E si parla di moto, di viaggi, di vita.E dove finisce un argomento e ne inizia un altro non è dato saperlo, chè la notte è lunga e quando la birra sarà finita arriverà il Jack-time.




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martedì 21 dicembre 2010

_Buon Natale 2010


Di solito non lo faccio mai .
Di solito sono contrario agli auguri , agli sms spamming del 24 dicembre .
Di solito sono contrario a questo buonismo a scadenza ( come gli yogurt ) che inizia il primo dicembre e finisce il primo gennaio .
Ma sto invecchiando . Mi sto rendendo conto che più passa il tempo e più mi chiudo in me steso .
Più passa il tempo e alla stessa stregua con cui il mio corpo si ribella agli allenamenti , la mia mente si ribella alla socialità , alla voglia di incontrare gente , al bisogno di stare insieme. Se questo stare insieme è formalismo , public relation per necessità .
Questa latente misantropia non mi piace . Non fa parte di me.
Ho vissuto più di metà di una vita e non intendo giocarmi quello che mi rimane a rimuginare sulle mie scelte.
Meglio vivere di rimorsi che di rimpianti .
Meglio maledirsi per aver fatto qualcosa , che rimpiangere di non averla fatta.
E quindi mi ribello . Cerco di scuotermi dalla mia apatia . Cerco di spezzare questa coltre di noia che mi pesa addosso.
Che mi impedisce di godere appieno di quel poco che ho .
Ma per farlo ho bisogno di Voi . Delle persone che , tuttavia e malgrado , sono le uniche che stimo.
Che nonostante dissapori , contrasti , delusioni , sono le uniche che mi danno stimoli.
Le uniche che con le loro caratteristiche , buone o cattive che siano ( ma chi può giudicare quali siano buone e quali cattive !!!??? ) mi danno energia .
E quindi auguro a tutti .
Auguro a tutti e a me stesso , che si spezzino le barriere .
Che si prevarichi e si superi questo dialogare a distanza .
Che si torni a girare in moto .
Che si riscopra il gusto di mangiare un panino per strada .
Che si trovi energia per alzarsi dalla sedia e andare ad abbracciare le persone .
Che si torni godere della loro fisicità. Delle mani , dei corpi , delle rughe.
Auguri a tutti di cuore .

venerdì 23 ottobre 2009

_Mani


Guardo le mie mani .
Piccole per essere quelle di un uomo .
Piccole , ma nervose .
Adatte , forse , ai lavori manuali per la loro flessibilità.
Mani che mi sarebbe piaciuto usare di più.
Di più per guidare un chopper .
Di più per girare il volante di un hot rod.
Di più per alzare boccali di birra in compagnia.

Ho appena terminato la collaborazione con i miei amici , per la manifestazione Rombo di Tuono 2009 , e mi sono concentrato sulle mani e su quello che possono fare e che sono in grado di creare .
Ho girato poco tra gli stands , perché ho avuto poco tempo per fare il visitatore .
Ma , al mattino presto , quando la fiera era ancora chiusa al pubblico , ho potuto fare un giro a vedere quello che , l’eccellenza del nostro universo custom , è in grado di offrire.
E ho capito l’importanza delle mani .
In tutto quello che ho visto le mani sono protagoniste . Non i computer , le macchine a controllo numerico ; ma le mani.
Mani che piegano e tagliano metallo .
Mani che modellano lastre di alluminio e tubi di acciaio .
Mani asservite alla fantasia e all’estro di idee , nate improvvisamente nel buio di un garage o sul tavolo di un pub.
Mani che disegnano su fogli sporchi di grasso usando mozziconi di matite spuntate.
Mani che schizzano linee e curve , seguendo un sogno , una idea , una intuizione.
Mani che saldano , spazzolano , pulimentano , limano e fresano.
Mani che tagliano pellami e cuoio anonimi e le fanno diventare borse e selle.
Mani che verniciano , disegnano , areografano , pinstrippano .
Incollano foglie doro e con un fissità incredibile , tirano righe diritte e precise , come se a guidarle ci fosse un pantografo.

Mi sono stupito , di ciò che possono fare le mani , davanti a marmitte , serbatoi , telai ,asserviti alla volontà di chi deve seguire un percorso stilistico nato per caso .
E tutto questo , opera delle nostre mani , che molto spesso dimentichiamo , come inutili appendici.
Noi , colletti bianchi che le mani le usano come strumento di comunicazione.
Guardo le mie mani e le vorrei più capaci .
Le vorrei forti . In grado di accarezzare il volto di una donna e in grado di stringere bulloni e dadi
Le vorrei vedere passare dal grasso di un officina al profumo di un bagnoschiuma durante la doccia.
Le vorrei in grado di fare qualcosa . Di creare qualcosa , Di riappropriarsi della loro vera essenza . Il fare .
Le vorrei mettere in condizione di vederle protagoniste giorno per giorno.
Le vorrei capaci di dare forma ai miei desideri.
Guardo le mie mani . Inutili mani.
In grado di pigiare un bottone “chiamata “ di un cellulare o di saltellare sui tasti di una keyborad collegata ad un pc con fili e cavi più simili a flebo che a contatti.
Guardo le mie mani e gli chiedo aiuto .
Gli chiedo la possibilità di essere forti , senza essere grandi.
Gli chiedo la capacità di stringere mani e di chiudere abbracci ogni giorno di più.
Gli chiedo la disponibilità a cambiare , come voglio cambiare io .
Le mie mani , forse domani , vivranno nuova vita se io avrò il coraggio di viverla insieme a loro.

sabato 10 ottobre 2009

_Cinquant'anni


Cinquant’anni .
Tra una settimana compio cinquant’anni. E sono tanti . Mezzo secolo . Più di metà di una vita .
Quand’ero piccolo , uno di cinquant’anni era un “uomo fatto” . Affermato , solido , affidabile , anziano.
Mio padre a cinquant’anni , era sempre in giacca e cravatta . Con i capelli corti e la divisa a destra .
Io non so cosa sono o meglio sono tante cose insieme.
Di certo so quello sono e che non sono :
Non ho figli e non mi mancano.
Ho viaggiato poco e conosciuto poche donne . Importanti , divertenti , appassionate , ma poche per la mia età.
Non ho un vestito grigio e non ho cravatte.
Non ho la familiare o la monovolume e nemmeno un paio di mocassini.
Sono ancora con la testa tra le nuvole . Dovrei fare il manager , ma sogno di fare il meccanico .
Sono combattuto , nell’età delle certezze , tra quello che devo fare e quello che mi piacerebbe fare.
Non ho costanza . Sono irrequieto e incostante . Sono un romantico.
Faccio un lavoro complicato , in mezzo a delle jene che non aspettano altro che tu cada per coprire le loro debolezze .
Non ho pazienza .Non sopporto la maleducazione e l’arroganza . Non sopporto l’ignoranza . Non quella culturale , quella comportamentale.
Ho l’armadio pieno di Jeans e canice a quadri . Compro ancora stivali e anfibi Red Wing .
Lavoro nella moda ma la schifo , come una ambiente di incompetenti e di venditori di fumo.
Vorrei avere più coraggio.
Vorrei avere meno paura.
Ho quattro pistole , tutte cariche e vicino al comodino . Leggo il giornale e spero che qualcuno mi entri in casa per potergli sparare . Per potergli insegnare che nessuno ha il diritto di usare violenza per rubare , per violentare , per uccidere.
Guido e ho una mazza da baseball dietro al sedile . Paura e adrenalina
La paura è la mia compagna . Paura del domani , delle incertezze , di perdere questo schifo di lavoro. Paura di non trovare la forza di reagire ancora una volta .
Ho una moglie . L’unico punto fermo della mia vita . Un porto sicuro . Tra le sue braccio chiudo gli occhi e sto bene e mi addormenterei senza problemi.
Ho cinquant’anni e un futuro oscuro . Ancora non mi arrendo al fatto che il tempo passa . E vado in palestra 5 volte la settimana e non parlo con nessuno ma vivo la competizione con quelli di vent’anni come una necessità . Anche quando non ho la forza continuo . Più pesi , più round , più fatica anche quando non è il fisico ad arrendersi ma la tua testa .La tua capacità di concentrazione.
Scrivo. Scrivo e leggo . Scrivo e leggo per me . E sogno .
Sogno come uno stupido una vita diversa . Un risveglio diverso . Un sonno diverso .
Ancora mi sveglio di notte e rimango sveglio , con la paura che qualcosa mi sia sfuggito . Che abbia dimenticato qualcosa .
Ogni tanto mi fermo a guardare nel bosco . Ascolto il silenzio che ho a casa . Chiudo gli occhi e mi concentro sul rumore del silenzio e vorrei volare .
Ho cinquant’anni e li festeggerò in mezzo a 500 persone che non lo sanno . Ma starò bene . Nel mio mondo . In un mondo fatto di moto , di benzina .
Un mondo che , nei secondi miei cinquant’anni , dovrà divenire protagonista e io in esso .
A cinquant’anni voglio provare a far vivere i miei sogni . E se non mi riuscirà , mi resterà la consapevolezza di averci provato . Forse non mi resterà niente . ma forse non ho mai avuto niente.
Ho cinquant’nni e voglio provare a vivere ancora.

mercoledì 23 settembre 2009

_A bhe ..!!!!

non ti puoi distrarre un'attimo che , puff , gente che cambia tutto di se e chi si compra pure un'altra moto.
Finalmente , sto prendendo un pò di fiato. Anch'io ho cambiato lavoro , sono tornato vicino casa , ma la vita non è cambiata .
Mi sono concentrato di più su me stesso , su mia moglie ( unica vero punto fermo della mia vita ) e sui libri . Sono tornato a leggere più che scrivere e la cosa mi ha fatto bene.
é stato un periodo duro . Niente ferie . Niente moto ( come sempre la mia fissazione per i vecchi ferri mi fa idealizzare le cose , ma non mi fa girare !!!!) Tuttavia il mio Ironhead 76 it's ready. Motore nuovo , allestimento stock .
Speso tanto , ma nessun problema .
Ora devo ritrovare la voglia di accenderla e di andare . MI fate compagnia ?????
Voi che avete moto comode , perchè prima che faccia freddo vero , non mi venite a trovare. Ho un sacco di bistecche che aspettano stomaci dove parcheggiare .
E ritrovare gli amici , nel mio territorio , mi fa sentire meno stronzo.

Sto bene . Ho perso tutte le ansie e tutte le voglie . Ma sto bene.
A presto vecchi farabutti.

P.s.
per me due taglia L ...per il logo Mario già sai , l'avevamo nel cassetto.
Un abbraccio a tutti

mercoledì 8 ottobre 2008

_Che stanchezza


La stanchezza è un fatto puramente mentale.
Passo giornate in mezzo alla giungla di mille piccoli problemi. Combatto quotidianamente con mille allerte e mille attenzioni accese. La mente non stacca un attimo.
Concentrazione e attenzione sempre ai massimi livelli.
Prontezza e riflessi reattivi ad ogni domanda e ogni domanda necessita di una risposta veloce e precisa.
E alla sera sei stanco.
Quella stanchezza che ti fa chiudere gli occhi appena arrivi a casa .
Il tempo per levarti le scarpe , la giacca e poggiare la borsa prima di stendersi pigramente sul divano.
Accendi la tele , per un pò di chiasso e ti abbandoni.
Palestra , allenamento , il bucato , la cena non esistono più.
Esiste solo la tua testa che si allegerisce. Esiste solo la tensione che si allenta e ti fa chiudere gli occhi.
E dormi e sogni mentre la tele urla programmi insulsi e mentr fuori le ombre hanno già sostituito le luci del giorno.
Stanchezza . Non quella benedetta stanchezza fisica . Quella dei dolori muscolari .Quella della schiena a pezzi.Quella benedetta stanchezza che con una dormita e un pò di riposo , leggermente spariscono .
Quella meravigliosa stanchezza di chi guida un furone tutto il giorno o scarica casse con un muletto .Quella stanchezza che , nel week end , tra un pizza e un cinema è solo un ricordo.

La mia stanchezza non mi abbandona mai.
Allenta i miei riflessi.
Inibisce tutti i miei entusiasmi.
Mi fa sembrare tutto estremamente pesante.
Prendere la moto ...che fatica!
Andare a cena fuori...che fatica!
Vestirsi per uscire ...che fatica!
Fare qualsiasi cosa...che fatica!

Nessuna pulsione.
Nessuna reazione.
Solo stanchezza.

martedì 9 settembre 2008

_I believe.....


Non credo che ci sia più via d’uscita.
Non credo che politica , potere lobbystico , potere mediatico , siano disponibili a fare passi indietro.
Non credo che chi gestisce i destini di questa società , abbia a cuore questa società.
Non credo che chi cura gli interessi di pochi , decida di cambiare e di appoggiare i diritti dei tanti.
Non credo .

Ma nonostante tutto non mi arrendo .
Ma nonostante tutto bisogna trovare la forza di reagire.
Ma nonostante tutto bisogna credere….

E io credo …
Credo che , ogni tanto una pizza e una birra ti rimettono al mondo
Credo che , in fondo , la gente mi piace .
Credo che , una giornata di sole dopo un temporale , sia la cosa più bella
Credo che , abbracciare chi ami prima di dormire e al risveglio , sia meraviglioso.
Credo che , quattro amici , insieme , a parlar di niente , comunque serva.
Credo che , se smettiamo di sentirci inferiori agli altri , tutti , improvvisamente varranno di più.
Credo che , correre all’alba in solitudine , serva a lasciarsi dietro i problemi
Credo che , un bel film alla televisione , sia lo spettacolo migliore da vedere sul divano
Credo che , un buon cd in auto , accorcia le code in autostrada.
Credo che , solo se hai sofferto , comprendi la gioia
Credo che , siamo tutti necessari , buoni e cattivi
Credo però che , dovremmo essere più buoni.
Credo che l’ipocrisia sia il male peggiore.
Credo che , se guardo avanti , non vedo niente di buono , ma per questo non rinuncio a guardare
Credo che se finisci qualcosa ne puoi iniziare un’altra.
Credo che se fallisci , parti dai tuoi fallimenti.
Credo che i soldi siano importanti , ma non per esserne schiavi
Credo che a forza di farci comprare oggetti inutili , diventiamo schiavi di questi oggetti.
Credo che , la boxe di Cassius Clay , sia stato il massimo.
Credo che la doccia dopo l’allenamento , lavi la stanchezza ma anche le delusioni.
Credo che , in amicizia , non ci siano soldati o comandanti.
Credo che , donare se stessi agli altri , significhi non aspettarsi niente in cambio.
Credo che , delle persone , bisogna accettare i difetti , prima che apprezzarne i pregi.

Credo che , nonostante tutto , abbiamo diritto ad una alternativa.
Credo che tutto non è perduto.
Credo che , se facciamo uno sforzo le cose possono cambiare.
Credo che , abbiamo diritto a sperare.

giovedì 31 luglio 2008

_Hot rod


Mò mi è presa un’altra malattia.
Sto iniziando ad interessarmi agli hot rod.
Forse è naturale che , per chi ama i vecchi big twin , farsi piacere anche questi vecchi pick up rugginosi.
Forse è una naturale evoluzione che porta la voglia di cavalcare mezzi DOC , da sellini striminziti a divani in pelle rossa.
E’ che mi affascinano immensamente.
Mi hanno offerto questo dodge del 47 . L’esterno è molto cool. Andrebbe scartato e verniciato.
L’interno è da rimettere , e me lo vedo in pelle rossa con volante a catena.
Il motore è un 5 litri rubato ad un ford bronco , così come l’avantreno .

Non so , ma da quando mi hanno inviato la foto , me la guardo e me la riguardo , fantasticando su strade assolate , un bel cd dei coasters in plancia , un cappello da cow boy in paglia e una camicia a quadri senza maniche.

Fantasticare . Sognare . Desiderare a tutti i costi di essere qualcun altro da qualche altra parte.
Sentire il bisogno di vivere una vita diversa . O perlomeno di ritagliare momenti in cui hai l’impressione di sentirti , finalmente , libero.

In questo periodo la moto non mi prende più di tanto. Vive un momento di stagnazione . Non mi stimola più di tanto .
La mi trasmittente per parlare con le anime della gente , non trasmette più. La scritta ON AIR è spenta da tempo.

Ora andrò in ferie .Per tre settimane stacco da tutto .
Ho già staccato i cavi della batteria .
Staccherò il note book
Chiuderò orologio e cellulare i un cassetto.

Mi dedicherò a me e alla mia famiglia. Voglio fare un overdose di intimità.
Voglio saziarmi di atmosfere rilassanti.
Voglio passare pomeriggi senza dire una parola. A leggere un libro o a scrivere pensieri.
Percepire la presenza di chi ti ama , non da parole o suoni , ma solo dalla presenza .
Da quella aleggiante consapevolezza del “ci sono “ , “ sono qui”.

Metterò in carica le mie batterie. Voglio tornare al meglio.
Voglio e devo trovare ancora il desiderio di emozionarmi.
Devo assolutamente trovare stimoli nuovi in cose vecchie e rinnovare stimoli vecchi in cose nuove.
E se per questo devo guardare ancora per ore la foto di un vecchio pick up…..ben venga.

mercoledì 9 luglio 2008

_La vedo nera.......


Io non so voi “ma la vedo nera “( come disse la negra allo specchio ) !

Ogni tanto , lo so non dovrei , mi ritrovo a leggere un quotidiano e quello che leggo è sempre peggio.
Non nascondo un leggero velo di ansia , nel leggere di economia zero , di prezzi aumenti del 300 % , di nuovi poveri , di fame , di gente che ruba per mangiare.
Non sono mai stato troppo allarmista , ma ultimamente , un po’ sono preoccupato.
Forse sarà che , con la vecchiaia , i problemi , fino ora risolvibili , diventano macigni da evitare a tutti i costi.
Forse sarà che inizi a sentire di essere più debole , più indifeso , più vulnerabile e che le tue energie di reazione sono più vaghe.
Mi spavento per poco . Sono preoccupato della situazione sociale in cui vivo .
Della svalutazione in picchiata che hanno avuto valori come , l’etica , la serietà , il rigore , la moralità.
Tutto è indirizzato verso l’accumulo .
Tutte le energie sono convogliate nei progetti che confermino l’assioma “mors tua vita mea “.
La società e la quotidianità sono diventate un colosseo dove la sopravvivenza è una lotta all’ultimo sangue.
Si potrebbero interpretare questo momento e queste situazioni , come una legge della giungla dove , per rafforzare la razza , sopravvivono solo i più forti .
Ma , siccome la lotta non è una questione di forza o coraggio , ma solamente una guerra di scaltrezza , di sotterfugio , di crudeltà verso i deboli e gli indifesi , sopravvive solo chi detiene le peggio qualità , perdendo quella prerogativa di miglioramento che giustificherebbe il tutto.


Come contr’altare , abbiamo invece , un mondo soft e gaio . Un paese dei balocchi dove siamo tutti Lucignoli .
Dove comunque ogni week end devi fare kilometri di coda per andare al mare e quando arrivi , nonostante i prezzi non c’è mai un cavolo di posto.
Locali pieni e strapieni . Locali dove ogni sabato sera , la maggior parte dei nottambuli spende centinaia di euro .
Non capisci le code all’inizio dei saldi , per comprare a tutti costi qualcosa che abbia una firma . Qualcosa che faccia capire alla massa “ guarda io appartengo a questa casta “.
Fare la coda per comprare a tutti i costi qualcosa che , comunque costa il doppio del suo valore.
Ma l’illusione degli sconti acceca tutti e pur di aver timbri addosso che connotino , illusoriamente , il tuo status , ecco che le code si formano all’alba.

A allora i conti non tornano . Siamo in recessione , crescita zero , impoveriti . Io stesso che non mi ritengo uno che guadagna poco , faccio difficoltà a fare due spese lo stesso mese.
E non capisco.
Non so quale sia la vera verità.
Se la situazione è nera o sono io che non ho aperto gli occhi……!!!!!!!!!!!!!!!!!!

martedì 24 giugno 2008

_Abulia..........


E’ una strana abulia che mi sta avvolgendo.
Voglia di tutto e voglia di niente.
Voglia di sconvolgere il mondo e voglia di mandare tutti affanculo.
Stanchezza. Stanchezza mentale .
Magari fossi stanco fisicamente. Una dormita e sarei come nuovo.
Voglia di cambiare tutto e non saper da dove cominciare.
E allora stai fermo e controlli che tutto ti sfiori , sperando che non sia troppo vicino.

Apatia .
Tutto mi è distante. Tutto mi gira intorno e non mi tange.
Fino a che , la realtà non ti prende a schiaffi e ti riporta sulla terra.
E allora vivi la vita reale. Fatta di compromessi , di ipocrisie , di falsità.
La vita reale che , se ci pensi bene , è proprio una merda.

Tornare indietro .Andare avanti . Ho il cambio in folle.
Mangi , ma potresti farne a meno.
Dormi , ma il sonno è strano . Mi risveglio più stanco di prima.

Vorrei
Pure il mio ferro non mi dà più tante emozioni.
Mi manca il tempo per andarci . Mi manca la voglia per andarci.

Lo vendo. Ma se viene qualcuno a vederlo , lo mando via.
E’ tutto così strano. E’ tutto così aleatorio.

Ma tiramm’innaz .
Adda passà a nuttata…………………..

giovedì 15 maggio 2008

_Confusione


Mamma mia che gran confusione…
E’ un periodo in cui mi sembra di avere perso la direzione.
Ho la consapevole sensazione di essere una piccola barca in mezzo al mare.
Un po’ come il vecchio Santiago di Hemingway . Una barca troppo piccola e un pesce troppo grande da pescare.

Mi guardo intorno e non so quello che succede . Leggo quotidiani e giornali e mi sembra di leggere un romanzo di fantascienza. Come se le fantasie di Azimov avessero , improvvisamente , preso vita.

Leggo e non mi riconosco. Ovvero , non riconosco più nessuna direzione.
Sono , siamo , individui senza più una direzione.
Tutto è cambiato. Sono saltati i punti di riferimento . Sono spariti gli ideali .

Tutti troppo preoccupati alla pura sopravvivenza. Una società concentrata sulla ricerca , non più del benessere , del superfluo , ma del minimo indispensabile.

Leggo di povertà , di recessione , di crisi. e non capisco .
In questi ponti di fine aprile Tutte le strade erano intasate . Ma da chi ? E per andare dove?
Per tornare a casa ho impiegato 4 ore invece delle solite due e mezza.
Tutti in coda . Con il pieno che costa un occhio.

Leggo di povertà , di recessione , di crisi e non capisco.
Strade piene di auto ma pochissime utilitarie. Autogrill presi d’assalto in un’orgia di panini e caffè.
Tutti in giro , solo apparentemente con una meta , con l’obbligo di divertirsi.

Mamma mia che confusione.

Tutto è stravolto . L’ordine delle cose si è ribaltato.
Fondamentalmente non mi diverto più.
Forse sto invecchiando .
Forse sono stufo di rapporti per convenzione.
Forse sono disgustato dal fatto che anch’io sto diventando come coloro che sfuggo. Opportunista , calcolatore , interessato.

Mi rifugio in casa . Tra le mie cose . Tra i miei affetti .Quelli che non deludono.
Una sorta di misantropia voluta .
Anche la moto ( quelle poche volte che parte ) me la godo da solo . Come se fosse un’esperienza non più condivisibile.
Non più condivisibile , perché esistono poche persone ( tutte lontane ) con cui condividerle.
E passo il tempo ad ascoltare il motore al minimo. Che borbotta , che incespica , ma che non si ferma.
Abbandonate da tempo le voglie di ride in corsa . Tutto ridimensionato a poche ore nelle campagne intorno a casa. Al mattino presto. Con il fresco . Incrociando solo cacciatori e mattinieri ciclisti.

E mi salvo un po’ dalla mia confusione , affogando nella consapevolezza che questo libro è oramai chiuso.

mercoledì 12 marzo 2008

_Avanti la fiaccola


Stasera passo la fiaccola ad un mio compagno.
Tra due ore , circa , parto per la Romania e torno venerdi sera.
Stasera niente amici. Niente Bistecca . Niente sogni.
Poco male . Lascio la fiaccola ai miei compagni.
La corsa è lunga . Una maratona che attraversa i nostri desideri , piuttosto che le città.
Ma l'importante è andare avanti. Portare avanti il nostro simbolo.
A presto.

martedì 4 marzo 2008

_Ma domani.....

Non mi interessa sapere le motivazioni.
Non mi interessa sapere i detonatori che innescano emozioni e sensazioni
Non mi interessa sapere se sto/stiamo facendo la cosa giusta..

Dico solo che se non andiamo avanti , sicuramente nona ndremo da nessuna parte...

Se andiamo avanti , da qualche parte arriveremo....

Io domani ci sono , acciaccato , con il mal di testa , la cervicale e l'ipertensione...

Ditemi dove e quando ....

venerdì 22 febbraio 2008

_Non può piovere per sempre


Quando pensi che , finalmente , sei riuscito a realizzare il tuo sogno , puff , ecco che la sfiga continua a sottolineare che è lei che comanda . Che è lei la più forte . Che cerchi di combatterla e puoi anche vincere una battaglia ma non la guerra.

Ho perseguito un sogno con ostinazione , credendoci , credendo nelle persone , mettendo sul piatto tutta la mia disponibilità e pazienza , coltivando questo sogno .
Idealizzando , stupidamente concentrato nella mia romantica illusione della vita .
Ma non è servito a niente.

Sono a piedi .

Il mio Pan non ne vuole sapere di andare .
Eppure il motore è nuovo .
Eppure il cambio è nuovo .
Eppure quando gira al minimo ti riempie il cuore di felicità con il suo sordo borbottare.

Ma se si tratta di andare .
Di aprire gas .
Di fare più che dieci metri , ecco che il gremlin dei motori ci mette lo zampino.

Il motore zoppica , farfuglia , tossisce.
Le candele si bruciano ,
la batteria si scarica ,
la moto non va.
Eppure è semplice , pensavo .
Niente elettronica . Solo alimentazione e corrente.
Ma le cose semplici nascondono grandi complessità.

Non ne vengo a capo .
Non ne viene a capo nemmeno chi fa questo mestiere.
E ora dobbiamo rifare tutto.
Impianto elettrico . Controllo carburatore e carburazione . Anticipo . Fase . Puntine .
Ripartire da zero.

Sono a piedi e sul mio pan ho poggiato un cartello “FOR SALE”.

Perchè i sogni hanno bisogno di essere alimentati.
Perché i sogni non dovrebbero essere mai delusi
Perché i desideri non dovrebbero essere sfruttati.

Imparerò dai mie errori .
Ne farò altri mille , ma non i soliti.
Ricomincerò da capo .

Non può piovere per sempre.

mercoledì 30 gennaio 2008

_Un giorno perfetto................


Un giorno perfetto comincia la sera prima
Il respiro è tranquillo mentre dormi.
La notte è quieta mentre guardi il soffitto e il letto non è poi così insopportabile.
Un giorno perfetto comincia con i sorrisi .Il tuo allo specchio nonostante le rughe .
Quello degli altri che di solito ti lascia indifferente.
Un giorno perfetto è quando lo scafandro della tua malinconia rimane per terra
Quando l’essenza della vita ancora ha un significato

Un giorno perfetto Ha le luci di un luna park e i suoni rubati alla banda del paese

Un giorno perfetto è raro come è rara la possibilità di viverlo

Un giorno perfetto , forse non esiste , perché la perfezione non è di questo mondo.
Ma io in questo mondo ci sto per caso e la speranza è l’ultima a morire.

giovedì 10 gennaio 2008

_Bad to the bone


Che ci posso fare ? A me moto così fanno ancora venire le pelle d’oca.
Non è un fatto di bellezza o di ricchezza . E’ un fatto di personalità e di carattere.
L’unicità e l’originalità di una moto deve distinguersi , non dalla quantità degli accessori o delle modifiche , piuttosto , dalla qualità di quello che è stato assemblato e di come lo è stato fatto.
Questa moto non ha niente di particolare se non il fatto che trasuda personalità.

In questo mondo dove l’effimero e l’arroganza non conosce limiti , dove l’ostentare si è radicato anche in questa oasi di ribellione che è il modo chopper , moto così ti riappacificano con Dio.

Non è ormai un segreto che , il panorama custom del sol levante sia , ora come ora , l’ ultimo baluardo di una cultura “ greaser e dirty chopper “ allo stremo. Intrappolata com’è tra l’esigenza di fare business e la volontà di mantenere una identità.

La presenza di sempre ipervolumizzati motori dalle ipertrofiche cilindrate . Molding esasperati di telai lisci come culi di bimbo, hanno “ glamurizzato” troppo il gesto di “fare chopper”.
Essenze immacolate di ingegneria più da ammirare che da usare.
Opera d’arte moderna , a volte discutibili , esaltazioni di se stesse ma vuote come bottiglie di jack il sabato sera.

Immaginarsi , invece , alla guida di un ferro così , godendosi la ruota anteriore che aggredisce l’asfalto , mentre sei rincorso dalle urla dei tuoi stessi scarichi , fa ancora venire la pelle d’oca.

Come con le donne . Nelle quali , molte volte , una imperfezione assume un valore di pregio e non difetto.
Poiché ammettiamolo maschietti , le modelle sono ammirevoli , ma asettiche , lontane , inarrivabili . E anche qualora ci arrivassimo non sapremmo gestirle .

Onore quindi all’imperfezione , alla originalità ,alla personalità , alla identità.
Ed è per questo che voglio recensire , alla mia maniera , questo chopper. Dal telaio leggermente stretchato.
Nero , dove il nero assume valore aggiunto e non impoverisce la meraviglia del chop.

L’uso anticonvenzionale di ruote il lega dalle misura classiche , proprie dei cerchi originali FX , sono in 16 e 19 pollici.
Dove , il cerchio da 19 anteriore , per aumentare la leggerezza viene gommato firestone e reso orfano dell’impianto frenante , acquistando una aggressività senza pari.

Poi tutto scivola nella normalità di un lavoro fatto nel garage sottocasa.
Serbatoio sporty , manubrio hand made dalle curve anomale , sella old style fatta in casa, scarichi ai minimi termini.
I dettagli killer , poi , sono i classici della scuola con gli occhi a mandorla.
Comandi centrali , mini frecce , obbligatorie per circolare in giappone , targa minimalista sul lato sinistro , parafango cortissimo gomma firestone.

Come si può non rimanere affascinato da tutto ciò ! Io non so resistere.
Bad to the bone . Questo è il nome che mi ispira . Cattiva per le ossa , ma buona per l’anima.

martedì 11 dicembre 2007

_Dust in the wind


Un mulinello di vento all’angolo di quell muro .
Un mulinello di pezzi di carta , foglie secche e polvere in balia del vento.

Osservo quel mulinello . Impotenti foglie secche , particelle di vita , arrese alla forza che le sovrasta.
Osservo la rassegnazione con la quale affrontano il loro destino.

Il vento è tagliente in questa mattina d’inverno . Il sole non riesce a scalfire la patina di freddo gelato che copre ogni cosa. Copre tutto e tutti.
La limpidezza del cielo è quasi imbarazzante in questo viaggiare a testa bassa.
Il cielo di un azzurro vivace è spettacolo ignorato . Spettacolo di luce sprecato verso spettatori che camminano a testa bassa , la testa nelle spalle , le mani in tasca .

Una domenica d’inverno . Come tante . Come ce ne sono state molte. Una di quelle domeniche che precedono il Natale. Una di quelle domenica dove devi , per forza fare qualcosa.

Cammino . Lento . Rivolto verso il sole . Anacronistici occhiali da sole a scrutare in alto . Sfidando il vento.
Cammino e osservo questo agitarsi di folla e di mezzi.
Auto , persone tutti in turbinio frenetico.
Provo a levare l’audio . Provo a tapparmi le orecchi per non sentire il rumore di sottofondo , Sottofondo di voci , di grida , di clacson , di motori che sbuffano fumo bianco , di suoni.

Provo a levare l’audio e tutto assume una dimensione diversa. Ovattato nella mia oasi di silenzio tutto appare ridicolo , anomalo.
Le persone che incrocio muovono le labbra , ma non parlano , non dicono niente . Sono figure senza dimensione , senza anima , senza significato.

Tutto perde di significato.
Tutti in un agitarsi frenetico . Girare in tondo . Rincorrersi . Come foglie secche nel vento.

Sono tutti in un gigantesco mulinello che li fa girare il tondo senza una meta precisa. Attori diligenti di una austera regia .
Siamo così. Polvere nel vento. Coinvolti in qualcosa a cui non ci possiamo ribellare .
Spinti da qualcosa più forte e più grande di noi. Che ci sovrasta . Che ci condiziona . Che condiziona le nostre scelte.

Siamo obbligati a seguire la corrente . Quella del vento . Senza possibilità di ribellione.

Siamo polvere nel vento . Nel vento prigioniera.
Siamo polvere nel vento . In attesa che il vento si calmi. Per fermarsi un attimo . Per riflettere. Per capire dove siamo finiti.

Riaccendo l’audio e mi ritrovo nella vita reale. Le voci e i rumori mi ridanno un senso .
Questo film riprende una sua reale dimensione.

Cammino nel vento tagliente e volutamente mi ritrovo a camminare sul bordo della strada. Dove l’asfalto finisce e una striscia sottile di terra ne prende il posto.
Cammino volutamente sulla terra . Calcando il passo . Spingendo con i piedi.
Questa mia irresponsabile volontà di lasciare un’orma nella terra . Questa presunzione che rimanga un passaggio di me .
Illusione forse vana. Il vento insensibile , si affretta a cancellare quanto di forza avevo impresso. Cancella il mio passaggio con la polvere nel vento.
Mi giro indietro sorrido . Del mio passaggio nessuna traccia…..ma per questo perché dovrei perdere la speranza ?

mercoledì 28 novembre 2007

_V8 engine.................


Muscle car…..

Inevitabilmente , chi ama le Harley o le moto di “carattere” in genere , siano esse italiane , americane o giapponesi , chi ama , dicevo , questo tipo di moto , inevitabilmente prova una inspiegabile attrazione per le muscle car.
Non si capisce perfettamente , quale sia il detonatore che innesca questa esplosione .
Non si quale sia ma , forse , è questa esasperata passione per la meccanica pura .
Per la meccanica intesa come , capacità di mettere le mani su un motore.
Per la meccanica essenziale .
Per la chiarezza in cui si capisce un motore come è fatto .
Per l’imponenza di questi cofani a due piazze dove ci si dormirebbe senza problemi.

Dodge Charger , Ford mustang , Chevrolet Chevelle evocano , strade polverose e road bar sperduti.
Cosi come il sogno di libertà che si assapora in moto , faccia al vento , liberi da schiavitù comportamentali , alla stessa stregua ,una muscle a finestrini aperti e con una cassetta di Johnny Cash , evoca , dicevo , alla stessa maniera , la conseguente , meravigliosa , sensazione liberatoria.

Affrontare la strada casco jet e gilet smaniato , con il rombo delle trumpet nelle orecchie , non è dissimile dalla visione di noi stessi seduti al volante , gomito fuori dal finestrino , intenti a sorseggiare una birra mentre scrutiamo un orizzonte monotono e solitario e solitario , orizzonte scrutato attraverso le lenti dei ray ban.

Meccanica pure dunque . Ipertrofiche cilindrate dai consumi improponibili . Carrozzerie come transatlantici e come transatlantici altrettanto pesanti.
Design scarni , degli anni 60 e 70 . Essenziali , pur essendo quegli anni , anni di svolta nell’evoluzione dell’industrial desing.
Erano gli anni d’oro per tutto quello che era puro stile , dalle ville di Frank Lloyd Wright , alle opere di arredo urbano di Alvar Aalto e del Bauhaus berlinese.
Nelle auto e nelle moto , le migliori e affascinanti proposte di stile che , ancora adesso , difficilmente sono raggiungibili per impatto e innovazione.

Lo ammetto , non ho saputo resistere . Ho ceduto anch’io al fascino del V8 . Certo ho dovuto mixare possibilità e necessità ,non estremizzando il modello e le prestazioni , ma la sensazione di sedersi al volante , girare la chiavetta e sentire vibrare tutto l’abitacolo al primo colpo di gas , è una sensazione da far venire i brividi.
Stessa identica sensazione , che mi prende quando , dopo una decina di calci sento partire il mio pan , tossendo benzina deposta e svegliandosi da sonni in silenziosi garage. Stesso sorriso ebete a occhi chiusi , beandosi di una sinfonia di suoni cattivi , prodotta da strumenti musicali di una concezione molto diversa , da quella a cui siamo abitati.

Premere il gas e sentire dal cofano quel rombo inconfondibile che fa girare la testa ai passanti da un senso di potere a cui , anche noi comuni mortali lontani dalle competizioni della vita , non riusciamo a farne a meno.
Vedere il cofano vibrare è una sensazione che può provare solo chi è malato di meccanica , solo chi è maniaco dell’esagerazione , solo chi ancora riesce a fare a meno dell’elettronica e delle silenziosità da salotto delle auto moderne.

Deve essere questa mania di evadere .
Di idealizzare ed idealizzarsi in qualcosa e qualcuno che non siamo.
Dio volere trovare a tutti i costi una scusa , per rifugiarsi in luoghi senza tempo.
La moto come l’auto semplici macchine del tempo che ci proiettano indietro , non tanto temporalmente , ma sensazionalmente .
La moto e l’auto due universi paralleli dove scappare quando il mondo reale è troppo reale per essere vissuto.

venerdì 16 novembre 2007

_Ne abbiamo di strada da fare.........

Strada da fare……
Ho messo nella nostra RADIO SHOVEL , un vecchio pezzo di Nancy Sinatra “This boots are made for walking “ . questi stivali son fatti per camminare.
Ho messo questa trash track degli anni sessanta , per vari motivi : Rappresenta gli edonistici anni del rock , dei trip selvaggi ,dei run on the road , della presunta libertà.
Ma ho messo questo pezzo perché , gli ultimi avvenimenti dei giorni passati , mi hanno fatto pensare che noi , la razza umana , ne abbiamo ancora da fare tanta di strada……..!!!!

Dagli anni di quella canzone , circa 40 , ad oggi , a parte il contesto sociale e culturale , non è poi cambiato molto.
Io pensavo , mi illudevo , che la maturità dell’essere umano , il suo naturale evolversi , facesse tesoro dei suoi errori . Metabolizzasse tali errori e che prendesse , questi errori , come un punto di partenza per migliorarsi.

Invece così non è stato .
Invece così non è.

Oggi come allora , per molte cose , niente è cambiato , gli scenari non si sono evoluti .
Dopo 40 anni non abbiamo imparato niente.

Si muore come allora . Stupidamente .
Si muore sulla strada , seduti in un auto , magari mentre leggi il tuo giornale . Si muore sulla strada come Billy Bob in sella al suo chopper.
Billy Bob ucciso in nome di chi , si eleva a guardiano dei valori morali della società .
Billy Bob ucciso solo perché voleva essere libero .
Una morte forse più romantica dello stare seduto in una renault , ma sempre morte . E di fronte alla morte siamo tutti stupidamente uguali.

Si muore per niente .
Per fame , per sesso , per soldi .
Si muore e si uccide perché non sopportiamo la diversità . Non sopportiamo chi la pensa diversamente da noi.
Oggi come allora .
Oggi sono i rom , gli stranieri e la polizia
Allora erano i coloured , gli Hippy e sempre la polizia , unico denominatore comune.

Non sono un filosofo e non mi piace la retorica da bar.
Scrivo quando sono ispirato . Quando ho voglia di dire . Quando non ce la faccio più.
Scrivo perché ho paura . Perché non so dove stiamo andando . Perché non so dove sto andando.

E costruisco uno scudo , una fortezza intorno a me . Mi metto i paraocchi e mi concentro su me stesso , sulle poche cose che ho . Sulle poche persone che amo.
Chino su me stesso ….mi incammino …ne ho di strada da fare ….

venerdì 19 ottobre 2007

_Compagni di scuola


COMPAGNO DI SCUOLA
"Davanti alla scuola tanta genteotto e venti, prima campana"e spegni quella sigaretta"e migliaia di gambe e di occhialidi corsa sulle scale.Le otto e mezza tutti in piediil presidente, la croce e il professoreche ti legge sempre la stessa storiasullo stesso libro, nello stesso modo,con le stesse parole da quarant'anni di onesta professione.Ma le domande non hanno mai avutouna risposta chiara.E la Divina Commedia, sempre più commediaal punto che ancora oggi io non sose Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito.Ma Paolo e Francesca, quelli io me li ricordo beneperché, ditemi, chi non si è mai innamoratodi quella del primo banco,la più carina, la più cretina,cretino tu, che rideva sempreproprio quando il tuo amore aveva le stesse parole,gli stessi respiri del libro che leggevi di nascostosotto il banco.Mezzogiorno, tutto scompare,"avanti! tutti al bar".Dove Nietsche e Marx si davano la manoe parlavano insieme dell'ultima festae del vestito nuovo, fatto appostae sempre di quella ragazza che filava tutti (meno che te)e le assemblee e i cineforum i dibattitimai concessi allorae le fughe vigliacche davanti al cancelloe le botte nel cortile e nel corridoio,primi vagiti di un '68ancora lungo da venire e troppo breve, da dimenticare!E il tuo impegno che cresceva sempre più forte in te..."Compagno di scuola, compagno di nienteti sei salvato dal fumo delle barricate?Compagno di scuola, compagno per nienteti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?"




Esordisco così , con il testo di una vecchia canzone di Venditti. Tanto vecchia , quanto attuale .
Esordisco così , perché domenica scorsa è stato bellissimo. Ho rivisto i miei compagni di classe della maturità 1977. Esattamente 30 anni fa.
Erano gli anni 70 e le foto di classe in bianco e nero , ritraevano pantaloni a zampa e magliette strette. Capelli lunghi e facce da bambino , nonostante la maggiore età.
Era una classe di 5 ragazzi e 20 ragazze . Il liceo artistico di Firenze , dove ora c’è un outlet della Gucci.
Ci siamo ritrovati dopo 30 anni. Quasi tutti . Un paio sono morti , Un altro paio si sono persi.
Ci siamo ritrovati in un museo a Reggello , a vedere dei dipinti del Masaccio , come facevamo quando eravamo a scuola.
E come allora abbiamo fatto un casino del diavolo. Baci ,abbracci , risate , ricordi di vecchi sfottò.
La più carina della classe è sempre una donna splendida . Con due divorzi e due figlie di 20 anni.
Tutti artisti. Tutti rincorrevamo il sogno dell’arte come mestiere. Pochi hanno realizzato.
Chi lavora alle Poste da vent’anni.
Chi fa il metalmeccanico, chi l’insegnante di suola media . Una fa l’architetto di giardini e uno è docente all’Accademia di Belle Arti.
Una è dentista . Io sono rimasto quello che ero . Un romantico. Un sognatore . Forse un illuso.
Con tanti sbagli alle spalle. Tanto passato da raccontare e poco futuro da inventare.
Ma è stato bello , tutti insieme a parlare dei vecchi tempi e quando ci siamo salutati , forse per l’ultima volta , mi è presa una stretta allo stomaco .
Come se avessi salutato la mia vita.

mercoledì 10 ottobre 2007

_Questa è la mia moto

Questa è la mia moto…
Ce ne sono molte come lei , ma questa è la mia moto…
E’ qualcosa di più . E’ un ‘appendice . Una parte di me .Una protesi.
Una vita in simbiosi.
Non riesco a dargli un’etichetta . A dargli un valore , un’identità.

So poche cose di lei. Che fa rumore , che vibra , che mi fa dannare ogni volta che devo partire , ma non posso rinunciare.

La mia moto è una purificatrice. Una lavatrice dove lavo il mio animo bistrattato e maltrattato.
Quando sono seduto e il vento mi punge il naso , avviene dentro me un processo di mutazione , di pulizia.

Salgo in sella e dopo aver maledetto ogni calcio per avviarla , avviene come un incantesimo.
Magic alchimia di laboratori di fantasiosa memoria.
Sono seduto e partendo dalle vibrazioni alle mani è come se un frullatore prendesse tutte le mie paure , le mie delusioni , le mie amarezze e le tritasse.
Attraverso il borbottio e lo sferragliare dei pistoni , tutto il mio malessere arriva nel motore dove viene bruciato insieme a benzina ed aria.

E quello scoppio nelle teste , a volte , ho l’impressione che non sia carburante ma mi sembra di sentire le voci delle discussioni , delle litigate , il peso di una vita troppo approssimativa , che bruciano e nello scoppio si polverizzano..

Il mio corpo dalle mani e dai piedi , viene purificato in questo viaggio che poco ha di materiale .
Poco ha a che fare con Kilometri , percorsi , itinerari.
Sono passato in lavatrice e pulito .
E mentre vado e come se il vento portasse via dalla mia pelle la polvere della malinconia e tornassi a rivedere , tolta la polvere , i colori della mia natura.
I veri colori del mio essere.

E mentre vado , le marmitte , sputano via quei residui di dolore che bruciati oramai si dissolvono nel vento .

E mentre vado , mi sento leggero , pulito , fresco….

Questa è la mia moto
Ce ne sono molte come lei , ma questa è la mia moto..
Ecco perché ne ho bisogno….