Non è un forum, non è un portale o un sito è l' embrione di un progetto editoriale, un posto dove parlare delle nostre idee, dove organizzarsi per ralizzarle, e dove condividere con altri le emozioni che queste idee ci regalano.Se tutti i forum si fregiano del titolo di Bar Virtuali, questa realtà vuole essere un brutto garage in fondo al giardino, dove c'è un ferro vecchio, quattro amici e un frigo per le birre.E si parla di moto, di viaggi, di vita.E dove finisce un argomento e ne inizia un altro non è dato saperlo, chè la notte è lunga e quando la birra sarà finita arriverà il Jack-time.




mercoledì 8 ottobre 2008

_Che stanchezza


La stanchezza è un fatto puramente mentale.
Passo giornate in mezzo alla giungla di mille piccoli problemi. Combatto quotidianamente con mille allerte e mille attenzioni accese. La mente non stacca un attimo.
Concentrazione e attenzione sempre ai massimi livelli.
Prontezza e riflessi reattivi ad ogni domanda e ogni domanda necessita di una risposta veloce e precisa.
E alla sera sei stanco.
Quella stanchezza che ti fa chiudere gli occhi appena arrivi a casa .
Il tempo per levarti le scarpe , la giacca e poggiare la borsa prima di stendersi pigramente sul divano.
Accendi la tele , per un pò di chiasso e ti abbandoni.
Palestra , allenamento , il bucato , la cena non esistono più.
Esiste solo la tua testa che si allegerisce. Esiste solo la tensione che si allenta e ti fa chiudere gli occhi.
E dormi e sogni mentre la tele urla programmi insulsi e mentr fuori le ombre hanno già sostituito le luci del giorno.
Stanchezza . Non quella benedetta stanchezza fisica . Quella dei dolori muscolari .Quella della schiena a pezzi.Quella benedetta stanchezza che con una dormita e un pò di riposo , leggermente spariscono .
Quella meravigliosa stanchezza di chi guida un furone tutto il giorno o scarica casse con un muletto .Quella stanchezza che , nel week end , tra un pizza e un cinema è solo un ricordo.

La mia stanchezza non mi abbandona mai.
Allenta i miei riflessi.
Inibisce tutti i miei entusiasmi.
Mi fa sembrare tutto estremamente pesante.
Prendere la moto ...che fatica!
Andare a cena fuori...che fatica!
Vestirsi per uscire ...che fatica!
Fare qualsiasi cosa...che fatica!

Nessuna pulsione.
Nessuna reazione.
Solo stanchezza.

venerdì 26 settembre 2008

_Il cilicio



a volte credo che mi piaccia farmi male,
come l’integralista che sotto i vestiti
ferisce le sue carni con un tragico cilicio.
e nel punirsi trova la forza per andare avanti .
fin da quando ero ragazzo ho sempre pensato
che il dovere venisse prima del piacere
e questa brutta abitudine
l’ho portata avanti per tanti anni
forse troppi
poi alcune brutte esperienze
alcuni brutte scoperte
mi hanno fatto morire e rinascere
come una fenice sui generis,
e piano piano
mi è sembrato di ritrovare
il piacere di godere per me stesso
di godere per cose semplici
insomma il piacere di vivere serenamente.
ma la vita è spesso
un inseguirsi di corsi e ricorsi storici
e i fogli del calendario
alla lunga si assomigliano tutti
e così di nuovo preso nella morsa del dovere
nell’incapacità di lasciarmi andare
di nuovo a glissare il piacere
di nuovo a ingobbirmi
a fissare un punto là davanti
come fosse un pallone da rugby
e tu dovessi prenderlo prima
che i mediani o i piloni
ti spezzino le costole
e allora il tuo mondo si fonde in quell’unico puntino
microscopico
quasi insignificante
ma per te diventa tutto
perché sei convinto che ogni distrazione
ogni cazzeggio
ti farebbe perdere l’equilibrio
e perdendo l’equilibrio
perderesti te stesso
ciò che sei
tutto ciò che sei
stupido uomo
che voleva farsi pupazzo

la ricreazione è finita
la campanella suona il ritorno
in classe

giovedì 25 settembre 2008

_Back to basics



oggi e' una di quelle giornate.
quelle giornate in cui sembra (sembra?!?!) che non te ne possa andare una dritta e la merda ti piove addosso un po' da tutte le parti.
e allora ti accorgi che hai bisogno di semplificare la tua vita, tagliare il tagliabile, via tutto quello che non serve.
ho deciso di farlo simbolicamente con questa foto. e' un po' che non parliamo piu' di moto da queste parti e forse serve un ritorno alle origini.
qui c'e' tutto quello che serve.
una moto.
nera.
essenziale.
senza fronzoli.
non una show-bike, ma una moto fatta per macinare kilometri.
oggi non ho voglia d'altro. ne' di voli pindarici, ne' di sogni, ne' di progetti.
oggi sto coi piedi per terra a guardarmi questa moto che, combinazione, somiglia tanto alla mia e che mi fa pensare a viaggi interminabili, con quella borsa enorme piena del poco che serve quando non hai zavorra attorno. pochi vestiti, un sacco a pelo e una dose opportuna di tabacco, poi il resto lo trovi per strada.
mi piace il contrasto tra il nero del night-train e il cromo della forcella springer e del manubrio.
l'ape-hanger ha uno stile pulito e essenziale, con i cavi ben nascosti all'interno. non c'e' niente di piu' di quello che serve.
e' una moto che puoi usare per un run da 1 settimana o per andare a comprare le sigarette all'angolo.

questa foto e' il simbolo del mio stato d'animo. oggi non ho davvero voglia di niente di troppo complicato. ho solo bisogno che arrivi domani, perche' so che domani sara' meglio. perche' domani spero di poter parlare ad una persona che con gli anni ho imparato ad amare come un fratello e che adesso (forse) ha bisogno di me.

troppo complicato da spiegare.
oggi non ne ho voglia.
oggi sono senza fronzoli.
senza orpelli.
e nero.

_Libertà

un petalo per volta cade
un sogno
un amore
una vita
e orbato di colori e profumi
resti ,gambo legnoso
rifiuto per altri
libero per te stesso


sera, la luna vernicia di lamè d’argento i contorni del mio sguardo ,il suono del mondo sbiadisce piano e la vita intorno a me scorre veloce, persone, come formiche impazzite ,costruiscono il nulla dei loro cuori ,pallide maschere corrono in preda a sogni che io non vedo più,
mi concentro per scendere
ma forse non serve, basta alzare lo sguardo,c’è sempre una stella al nostro nord.

lunedì 22 settembre 2008

_Ars amandi



argomento insolito: non si parla di moto, di viaggi o di meccanica. si parla di sesso.
qualche giorno fa una collega mi dice di essere stata invitata ad un aperitivo da una nota casa produttrice di preservativi. devono "spingere" un temporary shop che hanno aperto da poco e fanno promozione tra i giovani, nulla di strano.
il giorno dopo la stessa collega, un po' per scherzo e un po' per cortesia, riempie l'ufficio di gadget: creme, cremine, unguenti per massaggi "particolari" e lubrificanti di ogni genere e tipo.
a me che quando mi dicono "lubrificante" penso subito all'olio motore, tutto questo incremarsi di qua e ungersi di la' ha fatto venire in mente che al giorno d'oggi nemmeno il sesso si salva piu' dalla logica del profitto.
siccome lo slogan "far bene l'amore fa bene all'amore" non basta piu', adesso si sono inventati che far bene l'amore fa bene e basta. a tutto. alla pressione, allo stress, al colesterolo, alla sciatica, e chi piu' ne ha piu' ne metta.
per carita', nulla da eccepire. solo che parrebbe che per far bene l'amore adesso non basti piu' incontrare una controparte degna delle nostre attenzioni, corteggiarla, invitarla a cena, recitare dei versi a memoria guardandola negli occhi e cercare di passare al "dopocena". no. adesso serve un armamentario degno del massaggiatore della squadra olimpica di atletica: luquidi di ogni genere, anellini di plastica dagli usi inimmaginabili (uno me lo sono dovuto far spiegare due volte e confesso che ancora adesso non mi e' molto chiaro), creme che danno sensazioni di calore, altre che servono a rinfrescare, vibratori di ogni tipo e chissa' che altro.

ormai per una ragazza e' facilissimo capire se il suo cavaliere ha intenzioni bellicose: se si presenta all'appuntamento con una valigia stile commesso viaggiatore, allora vuole andare oltre il bacio della buonanotte, altrimenti ciccia.
non credo di essere un bacchettone, ma certe mode preconfezionate mi danno un po' fastidio. adesso va di moda spiattellare tutto in faccia a tutti. ho letto in rete di donne (giuro!) che tengono il calco in lattice del pisello del proprio partner in bella vista, pronte ad esibirlo in caso di visite di ospiti. ora, va bene la liberazione sessuale, ma siamo sicuri che tutto questo faccia veramente bene alla coppia? l'atto amoroso non dovrebbe restare una cosa intima, segreta, che genera complicita'? oppure e' giusto spiattellare tutto in pubblico, compresi i dettagli piu' minuziosi?

a me viene in mente "brave new world" di huxley, con le sue orge interminabili. che cosa succedera' quando passera' l'ubriacatura data da questa grande liberta' di costumi? torneremo a un puritanesimo stile inghilterra vittoriana (altrettanto poco auspicabile)? perche' siamo sempre condannati a oscillare tra due estremi, senza mai trovare un punto di equilibrio, anche in cose cosi' semplici e belle come l'amore?

...mi sfugge....

_L'eccezionalità della solitudine


respiro
respiri
le anime si intrecciano
facendosi dolore

sparirai nel mondo
o sarò io
a non esserci più

amicizia
amore
passione

non cambia il mio destino di loner

tocca farmene una ragione

venerdì 19 settembre 2008

_Vintagemania

Ok , come al solito si parla tanto del proprio ombelico ,si discute in punta di fioretto , si dice e non dice, si parla per aforismi e sillogi, bene bene bene.
Allora siccome è inutile discutere su scettri di comando su ruote di timone e roba similare , ed è inutile perché finche si guarda il serbatoio la moto non cammina.
Cambio marcia e parlo d’altro , senza minimalismi poetici , senza giri di verbali e mezze verità nascoste nelle parole.
Pensavo qualche giorno fa al grande ritorno dello stile retrò, all’affermarsi del vintage in tutto ciò che ci interessa e circonda. Elettro domestici , vestiti , auto e last but not least moto .
Ho incrociato ieri una Guzzi V7 nuova, stesso serbatoio di quella che mi faceva impazzire a vent’anni, stessa architettura di motore, e tante piccole ruffianerie per convincere chi c’era sopra di stare guidando un pezzo di storia.
Ho pensato che in fondo è un poco quello che facciamo noi poggiando il culo sui “vecchi” V-Twin di Milwaukee. Cavalchiamo la storia no?
Credo che la moda del vintage porti dentro una motivazione più profonda che quella di soddisfare un semplice gusto estetico, è il tentativo di permettere a persone “qualunque” di fare propri valori e traguardi che non sono stati in grado di raggiungere nella realtà , perché nati troppo tardi oppure perché incapaci di meritarseli.
Ma quello che rendeva fantastiche e sognabili quelle Icone era proprio la difficoltà di poterle avere, la loro contestualizzazione in un determinato periodo storico e sociale . Estrapolati da tutto ciò quegli oggetti , le linee da loro suggerite non sono altro che segni banali , plastiche e lamiere che non dicono nulla di più di “nulla”.
L’elenco è lungo tanto quanto la fantasia dei designers, degli stilisti , dei D&G dei poveri , pensate alla vecchia Vespa e alla nuova , alla Mini e a quel coso a 4 ruote che gira in mano a fighetti e giovani rampanti e potrei continuare con appunto la vecchia V7 sport, oppure la Bonnie d’antan rispetto alla nuova ,e poi …., bhe la lista sarebbe troppo lunga , certo ci sono anche i nostri “ferri” in tutto ciò , anzi per qualcuno potrebbero essere la massima espressione di questo ammiccare ruffiano a ciò che altri erano e noi saremmo voluti essere, senza la fatica di avere il culo a 10 cm dall’asfalto come nella vecchia mini , oppure senza la difficoltà di guidare con il motore dissassato a destra come nella vespa, senza avere le rotture di coglioni di un vecchio shovel .
Penso invece che guidare un softail springer oppure uno street bob o un dyna non ha nulla di vintage, chi sceglie queste moto può sceglierle per il rumore per il “torque” che prende le budella e te le gira ogni volta che fai battere in testa i cilindri, per il piacere di stare seduto raso terra, per la linea , insomma per cose che non c’entrano nulla con il far vedere, con il dimostrare .
Il patologico viene fuori quando si tenta di trasformarle in statue di moto che non esistono più , selle con le molle su moto con iniezione, borse con le frange su moto raffreddate a liquido , accensioni a pedale su moto con compressioni da camion.
Oggi guardavo Esmeralda , bella è bella, mi piace la linea mi piace la forma il rumore, ma è solo una bellissima moto . Non vuole essere nient altro , non vuole essere una leggenda, non vuole diventare una duoglide, vuole portarmi in giro , vuole fare il suo semplice lavoro di farmi godere la strada. Io amo le vecchie moto , i vecchi giradischi, i vecchi motoscafi, le vecchie lampade, i vecchi divani in pelle,i vecchi giubbotti , le vecchie auto , adoro i vecchi libri , i vecchi elettrodomestici , le cucine economiche, adoro tutto ciò che ha una storia, tutto quello che mi riporta a un periodo in cui per aprire una scatola di fagioli non avevo bisogno di leggere le istruzioni o chiamare un ingegnere. Adoro queste cose, ma non amo camuffare quelle attuali per farcele assomigliare.
E quando vedo gente che con l’occhio languido parla di vintage su una Cross Bones my 2008, bhe penso che passerò ad una Ducati .