
Ok , come al solito si parla tanto del proprio ombelico ,si discute in punta di fioretto , si dice e non dice, si parla per aforismi e sillogi, bene bene bene.
Allora siccome è inutile discutere su scettri di comando su ruote di timone e roba similare , ed è inutile perché finche si guarda il serbatoio la moto non cammina.
Cambio marcia e parlo d’altro , senza minimalismi poetici , senza giri di verbali e mezze verità nascoste nelle parole.
Pensavo qualche giorno fa al grande ritorno dello stile retrò, all’affermarsi del vintage in tutto ciò che ci interessa e circonda. Elettro domestici , vestiti , auto e last but not least moto .
Ho incrociato ieri una Guzzi V7 nuova, stesso serbatoio di quella che mi faceva impazzire a vent’anni, stessa architettura di motore, e tante piccole ruffianerie per convincere chi c’era sopra di stare guidando un pezzo di storia.
Ho pensato che in fondo è un poco quello che facciamo noi poggiando il culo sui “vecchi” V-Twin di Milwaukee. Cavalchiamo la storia no?
Credo che la moda del vintage porti dentro una motivazione più profonda che quella di soddisfare un semplice gusto estetico, è il tentativo di permettere a persone “qualunque” di fare propri valori e traguardi che non sono stati in grado di raggiungere nella realtà , perché nati troppo tardi oppure perché incapaci di meritarseli.
Ma quello che rendeva fantastiche e sognabili quelle Icone era proprio la difficoltà di poterle avere, la loro contestualizzazione in un determinato periodo storico e sociale . Estrapolati da tutto ciò quegli oggetti , le linee da loro suggerite non sono altro che segni banali , plastiche e lamiere che non dicono nulla di più di “nulla”.
L’elenco è lungo tanto quanto la fantasia dei designers, degli stilisti , dei D&G dei poveri , pensate alla vecchia Vespa e alla nuova , alla Mini e a quel coso a 4 ruote che gira in mano a fighetti e giovani rampanti e potrei continuare con appunto la vecchia V7 sport, oppure la Bonnie d’antan rispetto alla nuova ,e poi …., bhe la lista sarebbe troppo lunga , certo ci sono anche i nostri “ferri” in tutto ciò , anzi per qualcuno potrebbero essere la massima espressione di questo ammiccare ruffiano a ciò che altri erano e noi saremmo voluti essere, senza la fatica di avere il culo a 10 cm dall’asfalto come nella vecchia mini , oppure senza la difficoltà di guidare con il motore dissassato a destra come nella vespa, senza avere le rotture di coglioni di un vecchio shovel .
Penso invece che guidare un softail springer oppure uno street bob o un dyna non ha nulla di vintage, chi sceglie queste moto può sceglierle per il rumore per il “torque” che prende le budella e te le gira ogni volta che fai battere in testa i cilindri, per il piacere di stare seduto raso terra, per la linea , insomma per cose che non c’entrano nulla con il far vedere, con il dimostrare .
Il patologico viene fuori quando si tenta di trasformarle in statue di moto che non esistono più , selle con le molle su moto con iniezione, borse con le frange su moto raffreddate a liquido , accensioni a pedale su moto con compressioni da camion.
Oggi guardavo Esmeralda , bella è bella, mi piace la linea mi piace la forma il rumore, ma è solo una bellissima moto . Non vuole essere nient altro , non vuole essere una leggenda, non vuole diventare una duoglide, vuole portarmi in giro , vuole fare il suo semplice lavoro di farmi godere la strada. Io amo le vecchie moto , i vecchi giradischi, i vecchi motoscafi, le vecchie lampade, i vecchi divani in pelle,i vecchi giubbotti , le vecchie auto , adoro i vecchi libri , i vecchi elettrodomestici , le cucine economiche, adoro tutto ciò che ha una storia, tutto quello che mi riporta a un periodo in cui per aprire una scatola di fagioli non avevo bisogno di leggere le istruzioni o chiamare un ingegnere. Adoro queste cose, ma non amo camuffare quelle attuali per farcele assomigliare.
E quando vedo gente che con l’occhio languido parla di vintage su una Cross Bones my 2008, bhe penso che passerò ad una Ducati .