Non è un forum, non è un portale o un sito è l' embrione di un progetto editoriale, un posto dove parlare delle nostre idee, dove organizzarsi per ralizzarle, e dove condividere con altri le emozioni che queste idee ci regalano.Se tutti i forum si fregiano del titolo di Bar Virtuali, questa realtà vuole essere un brutto garage in fondo al giardino, dove c'è un ferro vecchio, quattro amici e un frigo per le birre.E si parla di moto, di viaggi, di vita.E dove finisce un argomento e ne inizia un altro non è dato saperlo, chè la notte è lunga e quando la birra sarà finita arriverà il Jack-time.




giovedì 9 febbraio 2012

_Timing



Quando vivi una passione
Ti sembra di non poterne fare a meno
Poi un giorno ti svegli
Ed il sapore di quell'emozione non esiste piu'
Scoprire di sopravvivere a questo
E' devastante

mercoledì 8 febbraio 2012

_la scelta

Un filo rosso a cucire la mia anima
Un passo dopo l'altro
Per convincersi
Che quello che conta e' camminare
E non arrivare

E fottersene di chi ti guarda
Che i sogni
Bisogna sceglierli
Non subirli

venerdì 3 febbraio 2012

_allo specchio

A Natale a sciare.
A febbraio al caldo di Urgada
In moto mai se non ci sono almeno 20 gradi,
Per cappello solo Stetson
E si fumano solo avana ( Partagas possibilmente)
La pelletteria e' montblanc
E l IPad e' di rigore.

Lo specchio riflette una maschera
Fortunata e triste

Piu mi guardo e meno mi piaccio
Questo gioco mi ha stufato
Ma o si gioca o si va a casa
Ed io non sono ancora pronto

Ma stasera mi addormento
Per sognare
La mia isola che c'e'.

_ninna ho, ninna ho

Ci provo ancora
Mi rifiuto di smettere di sognare
Ma ogni volta faccio un po' piu' fatica ad addormentarmi.

Restare sempre sveglio
E' la peggiore
Condanna

giovedì 26 gennaio 2012

_si sta come la sera sullo stendino, le mollette.

La vita,l'amore,
Con gli anni prendono strani ritmi
Strade che sembravano intrecciate
Come radici di mangrovia
Scorrono, scivolano in direzioni diverse.
Non c'e rottura,
Non c'e un big bang
Tutto avviene lento lento
Una garrotta sentimentale
E ti trovi a vegliare quando l'altro dorme,
Tu guardi un film
L'altro un talk show
Tu ozi in poltrona
L'altro cammina lungo un campo
Tu ami la carne
L'altro e' vegano
Ma non c'e morte
Solo soffocamento
E trattieni il fiato perché
Sei innamorato dell'amore
Di un sogno
Di un isola
Che speri sia ancora li'.

domenica 22 gennaio 2012

_Fa freddo

Puoi stringere le palpebre fino a farle sanguinare
Ma i sogni finiti
Non riprendono a comando,e restano tali.

Certi pomeriggi guardo fuori dalla finestra
E c'e freddo anche con il sole.

Forse ho ancora qualche sogno in un angolo buio del cuore,
Ma sono troppo stanco per mettermi a cercarli,
Tanto
se ci sono ci resteranno fino alla prossima volta,
E se non ci sono,
E' meglio non saperlo.

Poche ore ancora e si riparte
Per l'ennesima settimana
Uguale a mille altre
Ma unica perché non tornerà mai piu'

giovedì 19 gennaio 2012

_Una storia italiana, che italiana non è più .



Vi racconto una storia di tanto tempo fa,
L'ho letta quando ero bambino su una raccolta di giornalini, Corriere dei Piccoli, che erano già vecchi allora.
Ricordo ancora la carta ingiallita e le immagini rigidamente in inchiostro nero e con uno stile tipico degli anni 30.
Allora la storia:
Porto di Algeri, alla fonda tanti bei velieri,lucidi e allineati.
All'improvviso nel porto risuonano delle grida, una piccola barca fugge inseguita da una scialuppa piena di soldati armati.
A bordo un uomo lacero e stanco arranca sui remi , ormai allo stremo arriva sotto bordo ad un bellissimo veliero battente bandiera Italiana.
Con le ultime forze si aggrappa alla biscaglina e sale a bordo immediatamente inseguito dai soldati che ormai lo hanno raggiunto.
Sul ponte l'uomomsi accascia sfinito ai piedi del capitano.
Un colosso dalla barba nera e gli occhi verdi. Prima che questi possa parlare o chiedere spiegazioni, la soldataglia guidata da un ufficiale armato di pistola irrompe sul tavolato,urlando e minacciando.
L'ufficiale punta la pistola sull'uomo e lo apostrofa:" cane, sei in arresto".
L'uomo solleva il volto verso il comandante e con un soffio di voce dice:" aiutatemi , per favore sono Italiano ".
Sono attimi di tensione, il comandante allora , prende la bandiera italiana che pendeva dall'asta e la stende a terra tra lui e lo sgherro algerino. Poi fissandolo dritto negli occhi: " questo e' suolo italiano , altola'". L'ufficiale sbavando di rabbia fa un passo avanti per afferrare il prigioniero, e con un piede calpesta l'orlo del tricolore. E' un attimo, il colosso barbuto si avventa su di lui lo afferra saldo, lo solleva sulle spalle e lo getta giu' dal bordo nell'acqua del porto.
I soldati algerini , vista la mala parata scappano giu' per la scaletta ritornando sulla scialuppa e remando verso il molo.
Il Comandante si gira , si china , prende il tricolore lo carezza con cura, poi lo piega e lo ripone con attenIone al suo posto.

Fine.

Stupida vero? Ma questa favoletta ha segnato la mia infanzia, l'idea del Comandante come figura quasi eroica, della bandiera come simbolo patrio, mi ha affascinato fino da allora.
Ecco forse è la grande tristezza che sto provando in questi giorni a vedere cun comandante ridursi a poco più che un guidatore di autobus, niente più eroi, niente più professione vista come una missione, ma solo un banale lavoro da travet di lusso.
Non tifo Schettino ne lo demonizzo, mi rattristo per una nazione che a furia di voler negare i valori nazionalistici e in odor di "ventennio" ha sdoganato un modo di vivere fine a se stesso, non piu' valori ed ideali, ma solo interessi e denaro.

Ho nostalgia di quei Corriere dei Piccoli ,
Ho nostalgia di quell'Italia
Forse sono solo invecchiato.